Strade rotabili comunali. Regno d'Italia.

Da wikiSpedia.

(Differenze fra le revisioni)
(Creata pagina con 'La rotabilità come elemento per la classificazione delle “strade comunali obbligatorie”: le strade di Biassa, della Stazione Ferroviaria in Valdellora, della Pianagrande, de...')
m
Riga 1: Riga 1:
-
La rotabilità come elemento per la classificazione delle “strade comunali obbligatorie”: le strade di Biassa, della Stazione Ferroviaria in Valdellora, della Pianagrande, del Canaletto (1873 – 1877). Regno d’Italia.
+
'''La rotabilità come elemento per la classificazione delle “strade comunali obbligatorie”: le strade di Biassa, della Stazione Ferroviaria in Valdellora, della Pianagrande, del Canaletto (1873 – 1877). Regno d’Italia.'''
-
L’appartenenza del Comune di Spezia (così veniva identificato il Comune spezzino, fino alla modifica apportata con regio decreto 2 ottobre 1930, n. 1402, che lo mutò in “La Spezia”) alla nuova realtà statuale unitaria, che si riconosceva nel Regno d’Italia, ha comportato anche l’allineamento ai programmi di sviluppo economico e sociale del Governo centrale, così come ben documentato dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Devincenzi) in data 26 febbraio 1867 (Allegati 10 - 11) e dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Mordini) in data 24 giugno 1869 (Allegati 12 – 13 – 14 - 15).  
+
L’appartenenza del Comune di Spezia (così veniva identificato il Comune spezzino, fino alla modifica apportata con regio decreto 2 ottobre 1930, n. 1402, che lo mutò in “La Spezia”) alla nuova realtà statuale unitaria, che si riconosceva nel Regno d’Italia, ha comportato anche l’allineamento ai programmi di sviluppo economico e sociale del Governo centrale, così come ben documentato dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Devincenzi) in data 26 febbraio 1867 ('''Allegati 10 - 11''') e dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Mordini) in data 24 giugno 1869 ('''Allegati 12 – 13 – 14 - 15''').  
In tale contesto le infrastrutture stradali assumevano un ruolo fondamentale per la mobilità delle persone e delle merci non solo in ambito nazionale, ma anche locale.
In tale contesto le infrastrutture stradali assumevano un ruolo fondamentale per la mobilità delle persone e delle merci non solo in ambito nazionale, ma anche locale.
Riga 23: Riga 23:
Per quanto riguarda le altre, quella di Biassa, come suggerisce il nome, aveva la funzione di collegare il Centro storico di Spezia con la frazione collinare di Biassa, appunto, una delle più importanti del territorio comunale, quella della Pianagrande (oggi via Monfalcone), di mettere in comunicazione la Strada regia per Genova con la via di Circonvallazione dell’Arsenale militare marittimo e, da ultimo, quella del Canaletto aveva lo scopo di favorire gli scambi commerciali tra la Val di Bottagna e l’area portuale.
Per quanto riguarda le altre, quella di Biassa, come suggerisce il nome, aveva la funzione di collegare il Centro storico di Spezia con la frazione collinare di Biassa, appunto, una delle più importanti del territorio comunale, quella della Pianagrande (oggi via Monfalcone), di mettere in comunicazione la Strada regia per Genova con la via di Circonvallazione dell’Arsenale militare marittimo e, da ultimo, quella del Canaletto aveva lo scopo di favorire gli scambi commerciali tra la Val di Bottagna e l’area portuale.
-
I documenti allegati riportano i decreti prefettizi che classificarono come obbligatorie le strade Biassa e della Stazione Ferroviaria di Valdellora, anno 1873 (Allegati 1- 2), della Pianagrande, anno 1875 (Allegati 3 – 4), del Canaletto, anno 1877 (Allegati 5 - 6).
+
I documenti allegati riportano i decreti prefettizi che classificarono come obbligatorie le strade Biassa e della Stazione Ferroviaria di Valdellora, anno 1873 ('''Allegati 1- 2'''), della Pianagrande, anno 1875 ('''Allegati 3 – 4'''), del Canaletto, anno 1877 ('''Allegati 5 - 6''').
-
Tutte e quattro le strade sono ricomprese all’interno dell’elenco delle strade comunali, e vicinali, riportato su formato a stampa della tipografia Eredi Argiroffo – Spezia 5 – 92 (Allegati 7 – 8 - 9).
+
Tutte e quattro le strade sono ricomprese all’interno dell’elenco delle strade comunali, e vicinali, riportato su formato a stampa della tipografia Eredi Argiroffo – Spezia 5 – 92 ('''Allegati 7 – 8 - 9''').

Versione delle 17:37, 2 apr 2026

La rotabilità come elemento per la classificazione delle “strade comunali obbligatorie”: le strade di Biassa, della Stazione Ferroviaria in Valdellora, della Pianagrande, del Canaletto (1873 – 1877). Regno d’Italia.

L’appartenenza del Comune di Spezia (così veniva identificato il Comune spezzino, fino alla modifica apportata con regio decreto 2 ottobre 1930, n. 1402, che lo mutò in “La Spezia”) alla nuova realtà statuale unitaria, che si riconosceva nel Regno d’Italia, ha comportato anche l’allineamento ai programmi di sviluppo economico e sociale del Governo centrale, così come ben documentato dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Devincenzi) in data 26 febbraio 1867 (Allegati 10 - 11) e dalla nota del Ministero dei lavori pubblici (ministro Mordini) in data 24 giugno 1869 (Allegati 12 – 13 – 14 - 15).

In tale contesto le infrastrutture stradali assumevano un ruolo fondamentale per la mobilità delle persone e delle merci non solo in ambito nazionale, ma anche locale.

Al di là delle strade del Centro storico, le strade del territorio comunale erano pressoché tutte allo stato di “mulattiere”, se non “pedestri”, costruite prevalentemente in forma di scalinate selciate, secondo l’antica arte dell’impiego della pietra (nel nostro caso pietra locale, prevalentemente costituita da arenarie e calcari).

La “rivoluzione” costituita dalla costruzione dell’Arsenale militare marittimo, non aveva modificato più di tanto tale situazione, anche perché esistevano già almeno tre strade che consentivano il movimento da e per la Città: la Strada “napoleonica” per Portovenere, la Strada per Sarzana (anch’essa fatta costruire da Napoleone) e la Strada regia per Genova realizzata sotto il Regno di Sardegna.

In tale contesto assunse un rilievo giuridico assai importante la legge 30 agosto 1868, n. 4613 che impose ai Comuni l’“obbligo” di costruire le strade destinate a collegare il centro più popolato alle frazioni periferiche ed ai Comuni limitrofi, quelle che collegavano tra loro le frazioni periferiche ed inoltre la costruzione delle strade di collegamento ai porti ed alle stazioni ferroviarie.

Il concetto di strade comunali obbligatorie, apparentemente semplice, in realtà ha comportato una serie di difficoltà interpretative, così come documentato dalla corposa corrispondenza tenuta dal nostro Comune con le varie Autorità statali.

Infine, dopo più di quattro anni, con circolare del Ministero dei Lavori Pubblici del 7 ottobre 1872, n. 107, ad oggetto “Esecuzione della Legge 30 agosto 1868”, venne chiarito in modo incontrovertibile come l’elemento “rotabile” fosse condizione fondamentale per poter classificare una strada come obbligatoria e che quindi dette strade dovevano essere “atte alle ruote”.

Con la Circolare medesima veniva comunque consentito, a quei Comuni che non erano in grado di costruire o di sistemare le strade in modo tale che fossero rotabili, di considerare assolti gli obblighi previsti dalla legge n. 4613/1868 attraverso l’utilizzazione delle strade mulattiere esistenti.

Tale “eccezione” si confaceva “perfettamente” alla situazione esistente nel nostro Comune dove le caratteristiche territoriali, con buona parte delle frazioni insediate in zone montuose, la preesistente presenza delle strade mulattiere e l’onerosità degli eventuali lavori per il loro adeguamento alla “rotabilità”, fecero sì che si mantenesse la rete stradale così com’era, salvo la realizzazione delle strade rotabili di Biassa, della Stazione ferroviaria di Valdellora, della Pianagrande e del Canaletto che vennero classificate, a tutti gli effetti, come “obbligatorie”.

E’ da dire, inoltre, che la strada obbligatoria della Stazione ferroviaria di Valdellora (l’antica Stazione ferroviaria, sostituita da quella costruita, tra il 1885 ed il 1887, nella località dei Vicchi, a nord del Centro storico), di cui ancor oggi è visibile l’originario basolato, si dipartiva poco oltre il centro storico ed aveva più le caratteristiche di una strada interna che di grossa comunicazione.

Per quanto riguarda le altre, quella di Biassa, come suggerisce il nome, aveva la funzione di collegare il Centro storico di Spezia con la frazione collinare di Biassa, appunto, una delle più importanti del territorio comunale, quella della Pianagrande (oggi via Monfalcone), di mettere in comunicazione la Strada regia per Genova con la via di Circonvallazione dell’Arsenale militare marittimo e, da ultimo, quella del Canaletto aveva lo scopo di favorire gli scambi commerciali tra la Val di Bottagna e l’area portuale.

I documenti allegati riportano i decreti prefettizi che classificarono come obbligatorie le strade Biassa e della Stazione Ferroviaria di Valdellora, anno 1873 (Allegati 1- 2), della Pianagrande, anno 1875 (Allegati 3 – 4), del Canaletto, anno 1877 (Allegati 5 - 6).

Tutte e quattro le strade sono ricomprese all’interno dell’elenco delle strade comunali, e vicinali, riportato su formato a stampa della tipografia Eredi Argiroffo – Spezia 5 – 92 (Allegati 7 – 8 - 9).

Strumenti personali