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		<title>wikiSpedia - Contributi utente [it]</title>
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		<updated>2026-04-07T04:54:22Z</updated>
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		<id>https://www.wikispedia.it/mediawiki/index.php?title=FAMIGLIA_PODENZANA</id>
		<title>FAMIGLIA PODENZANA</title>
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				<updated>2011-10-01T08:28:36Z</updated>
		
		<summary type="html">&lt;p&gt;93.56.55.216: &lt;/p&gt;
&lt;hr /&gt;
&lt;div&gt;'''Artisti, archeologi e vitaioli: i Podenzana'''&lt;br /&gt;
[[File:GIOVANNI_PODENZANA.jpg|360px|right|thumb|Giovanni Podenzana, grande&lt;br /&gt;
etnografo ed illustre naturalista]]&lt;br /&gt;
I '''Podenzana''' sono quasi certamente originari dell’omonimo&lt;br /&gt;
sito della bassa [[:Categoria:LUNIGIANA|Lunigiana]], con ogni probabilità&lt;br /&gt;
magnati del luogo dove possedevano il castello successivamente&lt;br /&gt;
passato ai [[FAMIGLIA MALASPINA|Malaspina]] e pertanto risalenti al&lt;br /&gt;
Medioevo. Ma premesso ciò, risulta oggettivamente difficile&lt;br /&gt;
ricostruirne in concreto spostamenti, interessi e vicende –&lt;br /&gt;
ossia la storia – per il semplice motivo ch’essi sono sempre&lt;br /&gt;
stati originali, capricciosi, imprevedibili, caotici come il&lt;br /&gt;
magma artistico che li contraddistingue e li caratterizza,&lt;br /&gt;
oggi al pari di tre o quattrocento anni or sono. Così se ne&lt;br /&gt;
trovano un po’ dappertutto fin dal Cinquecento tra&lt;br /&gt;
[[:Categoria:LUNIGIANA|Lunigiana]], Toscana e spezzino – musici o pittori – come&lt;br /&gt;
l’organista Nicola Podenzana battezzato nel 1580, il grande&lt;br /&gt;
pittore manierista del Seicento Andrea (contemporaneo&lt;br /&gt;
ed imitatore del suo maestro [[DOMENICO FIASELLA|Fiasella]]) con opere di rilievo a&lt;br /&gt;
[[:Categoria:SARZANA|Sarzana]] e ad [[:Categoria:ARCOLA|Arcola]] od il maestro di cappella settecentesco&lt;br /&gt;
Giovanni Battista.&lt;br /&gt;
I due musicisti rammentati operarono entrambi nella&lt;br /&gt;
chiesa abbaziale di Santa Maria Assunta, duomo della&lt;br /&gt;
[[:Categoria:CITTA' DELLA SPEZIA|Spezia]] prima dell’edificazione di Cristo Re a Portarocca.&lt;br /&gt;
Nicola, che fu – si direbbe – un “enfant prodige” della&lt;br /&gt;
musica sebbene di cospicua formazione e di alta levatura&lt;br /&gt;
artistica, tra il 1599 ed il 1610; Giovanni Battista dalla&lt;br /&gt;
primavera del 1732 al 1735. Bisogna poi ancora aggiungere,&lt;br /&gt;
integrando così le notizie riportate in apertura, che&lt;br /&gt;
anche questi '''Podenzana''' venivano da famiglia doviziosa,&lt;br /&gt;
importante e potente, spesso ai vertici della comunità civica&lt;br /&gt;
nelle rispettive epoche. Del pittore Andrea conviene&lt;br /&gt;
ribadire il rilevante valore estetico e ricordare l’interesse storico&lt;br /&gt;
dell’opera sua poiché egli tradusse, qui da noi, i contenuti&lt;br /&gt;
teologici della Controriforma cattolica in elementi&lt;br /&gt;
figurativi come si può rilevare dal dipinto della Madonna&lt;br /&gt;
del Rosario nell’omonima Cappella di N.S. degli Angeli ad&lt;br /&gt;
[[:Categoria:ARCOLA|Arcola]].&lt;br /&gt;
Il ceppo, ad ogni modo, è da considerarsi ricostituito&lt;br /&gt;
intorno al citato pittore Andrea e la collocazione territoriale&lt;br /&gt;
di esso alla [[:Categoria:CITTA' DELLA SPEZIA|Spezia]], malgrado le notizie incomplete in proposito&lt;br /&gt;
e nonostante certe tradizioni orali secondo le quali&lt;br /&gt;
non sarebbe mancato – tra i rampolli – chi remasse contro&lt;br /&gt;
la rotta del casato come il notaio Angelo, che alla fine del&lt;br /&gt;
Settecento sarebbe stato costretto a vendere anche il blasone&lt;br /&gt;
dopo avere per di più dilapidato il patrimonio di famiglia.&lt;br /&gt;
Le cose si fanno invece un tantino più chiare a partire&lt;br /&gt;
dalla metà del secolo XIX. A riportare ordine fu Cesare&lt;br /&gt;
Podenzana, il padre del più famoso Giovanni, iniziatore&lt;br /&gt;
delle ricerche archeologiche destinate a svilupparsi e ad&lt;br /&gt;
essere potenziate dal figlio. Egli raccolse, durante gli scavi&lt;br /&gt;
per la costruzione dell’Arsenale, i primi preziosi reperti fossili&lt;br /&gt;
del periodo romano, un’intera pregevole raccolta di conchiglie.&lt;br /&gt;
Tutto il materiale venne sistemato sotto il [[TEATRO CIVICO|Teatro&lt;br /&gt;
Civico]], prima sede del Museo, del quale Cesare fu curatore.&lt;br /&gt;
La carica passò dopo di lui, per i periodi 1884-1892 e 1905-&lt;br /&gt;
1916, a Giovanni, il grande etnografo ed illustre naturalista&lt;br /&gt;
che – sebbene autodidatta – mise di fatto in piedi il&lt;br /&gt;
Museo Civico con circa duemila pezzi, prevalentemente raccolti&lt;br /&gt;
nelle valli del Lucido e del [[:Categoria:VAL DI VARA|Vara]].&lt;br /&gt;
Ma Giovanni Podenzana, amico di tutti i VIP dell’epoca,&lt;br /&gt;
fu anche un viaggiatore, un esploratore, un instancabile&lt;br /&gt;
ricercatore scientifico come dimostrò nel corso dei lunghi&lt;br /&gt;
viaggi in Australia, in Nuova Zelanda, in Tasmania e negli&lt;br /&gt;
Stati Uniti. Ma egli nutrì altresì il “gusto del bello”. Infatti&lt;br /&gt;
tutti gli oggetti d’uso che raccolse, sia si trattasse dei reperti&lt;br /&gt;
relativi alla cultura materiale della nostra terra sia delle&lt;br /&gt;
collezioni esotiche (Australia, Nuova Guinea, Isole Fiji,&lt;br /&gt;
Samoa o Giappone), hanno valenza estetica insieme con la&lt;br /&gt;
scientifica perché Giovanni Podenzana possedeva congiuntamente&lt;br /&gt;
l’atteggiamento critico-culturale dello scienziato,&lt;br /&gt;
che animò il suo instancabile lavoro di ricercatore e di raccoglitore,&lt;br /&gt;
e la tendenza propria dell’artista. Lo si rileva compiutamente&lt;br /&gt;
sia nell’attività – parallela finché si voglia – di&lt;br /&gt;
musicista e di compositore, sia in taluni episodi (tuttavia&lt;br /&gt;
significativi) di uomo di teatro e di spettacolo come quando&lt;br /&gt;
fece il trasformista a New York. Inoltre, Giovanni fu un&lt;br /&gt;
inverecondo seduttore, segno anch’esso della sua vitalità e&lt;br /&gt;
della predilezione per la bellezza. Prioritari furono comunque&lt;br /&gt;
gli interessi scientifico-antropologici ed etnografici, ai&lt;br /&gt;
quali è necessario tornare. Giovanni Podenzana donò infatti&lt;br /&gt;
interessanti partite di materiale da lui riunito ed al [[MUSEO CIVICO DELLA SPEZIA|Museo&lt;br /&gt;
Civico]] spezzino]] ed al Regio Istituto di Studi Superiori di&lt;br /&gt;
Firenze ed a quel Museo di Antropologia ed Etnografia. Fu&lt;br /&gt;
fondatore e direttore dell’Archivio per l’Etnografia e per la&lt;br /&gt;
Psicologia della [[:Categoria:LUNIGIANA|Lunigiana]], autorevole relatore del&lt;br /&gt;
Congresso di Etnografia Italiana di Roma nel 1911, socio&lt;br /&gt;
perpetuo e benemerito del Consiglio della Società&lt;br /&gt;
Lunigianese “Giovanni Capellini” per la storia naturale&lt;br /&gt;
della regione. Membro della Commissione permanente di&lt;br /&gt;
Vigilanza del Museo Civico spezzino, Conservatore e&lt;br /&gt;
Direttore tecnico di esso per le Sezioni di Scienze naturali e&lt;br /&gt;
di Etnografia, la sua famiglia e lui in pratica s’identificarono&lt;br /&gt;
per oltre un cinquantennio con il Museo medesimo tanto&lt;br /&gt;
che vi vissero dentro, tutti i '''Podenzana''' insieme, persino&lt;br /&gt;
nella sede di sfollamento dell’istituzione, a [[:Categoria:BRUGNATO|Brugnato]], dove&lt;br /&gt;
venne traslocato nel 1940 all’entrata in guerra dell’Italia.&lt;br /&gt;
Ed il Museo ricevette per testamento le collezioni al completo&lt;br /&gt;
dell’illustre scienziato concittadino, scomparso il 2&lt;br /&gt;
aprile 1942.&lt;br /&gt;
L’amore di Giovanni per la musica cui accennammo,&lt;br /&gt;
però, lo indusse a non appagarsi del tutto con il ruolo pur&lt;br /&gt;
importante di ricercatore scientifico. Esso fece sì ch’egli&lt;br /&gt;
non solo fosse prestigioso violoncellista, ma fondatore di&lt;br /&gt;
scuole musicali come I’“Italian Mandolin Band” od il&lt;br /&gt;
“Mandolin Double Quintet” di Sidney, la “Lega musicale&lt;br /&gt;
italiana” di New York, la “Società delle serenate” quand’era&lt;br /&gt;
ancora giovanissimo e direttore dell’Orchestra&lt;br /&gt;
dell’Università di Sidney o della “The Professional&lt;br /&gt;
Musicians Benefit Associacion of Australia” della quale fu&lt;br /&gt;
altresì vice-Presidente, eccetera. Nel corso delle sue interminabili&lt;br /&gt;
peregrinazioni sposò l’australiana d’origine scozzese&lt;br /&gt;
Alice Hunter, che forse discendeva dalla Primula&lt;br /&gt;
rossa. Tra i posteri, c’è chi giura sulle scritture e chi torce&lt;br /&gt;
occhi, naso e bocca. A noi, in mancanza di prove certe,&lt;br /&gt;
piace crederlo per l’efficacissima nota di colore che l’informazione&lt;br /&gt;
getta ulteriormente su un racconto già di per sé&lt;br /&gt;
originale ed inconsueto anche – lo vedremo – negli sviluppi&lt;br /&gt;
successivi. La coppia Giovanni- Alice ebbe un unico&lt;br /&gt;
figliolo: Mario Hunter Podenzana. Il doppio cognome è&lt;br /&gt;
esclusiva conseguenza d’una consuetudine scozzese per la&lt;br /&gt;
quale i figli adottano (come in altri paesi) il casato materno&lt;br /&gt;
e paterno congiunti. Mario fu un “ganimede”, un personaggio&lt;br /&gt;
da felliniana “dolce vita” in anticipo, un “golden&lt;br /&gt;
play boy” ed un “dandy”. D’altra parte buon sangue non&lt;br /&gt;
mente ed il rampollo tirò pari pari dal padre con l’aggra-&lt;br /&gt;
vante – per così dire – dei quattrini materni. S’iscrisse e&lt;br /&gt;
frequentò diversi “colleges” inglesi, compresa l’Università&lt;br /&gt;
di Oxford, senza tuttavia cavare un ragno dal buco e senza&lt;br /&gt;
conseguire un “papiro” qualunque. Fece persino la mossa&lt;br /&gt;
d’impiegarsi e svolse diversi mestieri, qui e fuori di qui.&lt;br /&gt;
Giunse addirittura a fare il pilota d’auto da competizione&lt;br /&gt;
ed a correre per la Bugatti.&lt;br /&gt;
Ne combinò di tutti i colori e molte più di Carlo in&lt;br /&gt;
Francia. Se ne racconta, ad esempio, una che è da antologia.&lt;br /&gt;
Recatosi una volta, insieme con un caro amico nipote di&lt;br /&gt;
[[UBALDO MAZZINI|Ubaldo Mazzini]], a Roma dietro incarico della madre per&lt;br /&gt;
vendere un’automobile, egli concluse l’affare. Ma avendo&lt;br /&gt;
dilapidato in comunella con l’accompagnatore fino all’ultimo&lt;br /&gt;
centesimo ricavato, finse d’aver patito un grave incidente&lt;br /&gt;
stradale. Rientrò alla [[:Categoria:CITTA' DELLA SPEZIA|Spezia]] fasciato al pari d’una&lt;br /&gt;
mummia egiziana, si presentò mestamente alla madre&lt;br /&gt;
dicendo: «Mamma sono rovinato, guardami. E la macchina,&lt;br /&gt;
finita contro un albero, è purtroppo da buttar via. Che&lt;br /&gt;
disgrazia!» La signora, che conosceva il suo pollo, dopo&lt;br /&gt;
averne squadrato il “costume di scena” esclamò: «Ho capito.&lt;br /&gt;
Hai rovinosamente battuto contro una pianta di... susino.&lt;br /&gt;
Pazienza!»&lt;br /&gt;
A circa quarant’anni – età canonica – i suoi genitori, gli&lt;br /&gt;
accadimenti della vita, la ferma determinazione dell’ultima&lt;br /&gt;
sua conquista sentimentale e forse altri gravami del destino&lt;br /&gt;
“gli misero” la testa a partito. O quasi.&lt;br /&gt;
Mario, comunque, abbandonati i vagabondaggi per il&lt;br /&gt;
mondo, gli studi senza costrutto, le innumerevoli avventure&lt;br /&gt;
galanti, i mestieri improvvisati, le imprese da scavezzacollo,&lt;br /&gt;
finì ad aiutare il padre nel [[MUSEO CIVICO DELLA SPEZIA|Museo Civico]] ed a fare il&lt;br /&gt;
marito. Prese anche a dipingere con esito sotto la guida di&lt;br /&gt;
Ezio D’Errico ed appartenne al celebre “Gruppo dei Sette”&lt;br /&gt;
con Bellani, con Giovannoni e con gli altri giunti ad avere&lt;br /&gt;
larga proiezione non soltanto in Italia.&lt;br /&gt;
La fiaccola dell’arte, ardente da sempre nella famiglia, è&lt;br /&gt;
ora passata a Geraldo ed a suo figlio Andrea, collaterali di&lt;br /&gt;
Giovanni e di Mario per discendenza spuria malgrado il&lt;br /&gt;
medesimo cognome. Il fatto è che Cesare Podenzana aveva&lt;br /&gt;
generato, dopo il primogenito Giovanni, i gemelli Samuele&lt;br /&gt;
(scomparso senza discendenza) e Marina Argentina. Costei&lt;br /&gt;
crebbe in casa, operosa e senza fisime, ma priva altresì dei&lt;br /&gt;
turbamenti d’amore. Finché, pervenuta sulla soglia degli&lt;br /&gt;
“anta”, conobbe il bell’Umberto, un armaiolo arsenalotto&lt;br /&gt;
originario della Val Trompia: le piacque, gli piacque e&lt;br /&gt;
scoccò la scintilla della passione. Accadde però che lui&lt;br /&gt;
dovesse partire soldato per la guerra 15-18 e che non tornasse&lt;br /&gt;
più. A Marina Argentina era toccato il destino della&lt;br /&gt;
Dosolina del canto alpino che “...povera tosa, napolitano&lt;br /&gt;
l’abbandonò...”. Qui s’era trattato d’un triumplino disceso&lt;br /&gt;
dal Mella al Lagora, ma l’esito fu lo stesso. Marina&lt;br /&gt;
Argentina finse di convincersi che Umberto fosse caduto a&lt;br /&gt;
Caporetto e lo disse a tutti. Più tardi si seppe per certo,&lt;br /&gt;
però, che in effetti egli s’era comportato come il “vecio”&lt;br /&gt;
d’un altro coro alpino, ossia aveva mantenuto la promessa&lt;br /&gt;
“... o mia morosa, ti farò sposa quando ritornerò...”, ma con&lt;br /&gt;
la fidanzata precedente. Marina Argentina restò sola con il&lt;br /&gt;
figlio dell’amore, Angelo, nato nel 1917 e cresciuto tra le&lt;br /&gt;
affettuose premure di tutti i '''Podenzana''', dei quali portava il&lt;br /&gt;
cognome, i '''Podenzana''' anche in ciò particolari, originali,&lt;br /&gt;
unici ed anticonformisti.&lt;br /&gt;
[[File:GERALDO_PODENZANA.jpg|360px|left|thumb|Geraldo Podenzana]]&lt;br /&gt;
Quando il ragazzo raggiunse l’età conveniente, sposò&lt;br /&gt;
Irma Schiaffino e da lei ebbe Geraldo, primogenito, e&lt;br /&gt;
Giulio. Quest’ultimo, coniugato con Gabriella Macrì, è&lt;br /&gt;
padre di Luca e di Arianna, entrambi ancora non accasati.&lt;br /&gt;
Geraldo ha in moglie Bruna Caffarata, appartenente a ragguardevole&lt;br /&gt;
famiglia di L’Ago sebbene nata a [[:Categoria:BORGHETTO VAL DI VARA|Borghetto&lt;br /&gt;
Vara]], ed i suoi figli sono Laura ed Andrea. Grande artista,&lt;br /&gt;
la cui “visività pittorica è – diceva bene Gian Carlo Fusco –&lt;br /&gt;
l’elegante punto d’incontro della favola con l’ironia”.&lt;br /&gt;
Geraldo ha costruito una mirabile carriera in Italia ed&lt;br /&gt;
all’estero. La sua inesausta, ammirevole estetica è sintetizzata&lt;br /&gt;
nel binomio “Arte e lavoro”. Ha realizzato opere fondamentali&lt;br /&gt;
in pittura ed in scultura a [[:Categoria:SARZANA|Sarzana]], a Carrara, a&lt;br /&gt;
Brescia ed – ovviamente – alla [[:Categoria:CITTA' DELLA SPEZIA|Spezia]] dove l’ultima sua formidabile&lt;br /&gt;
realizzazione è un monumento in acciaio e bronzo&lt;br /&gt;
situato dentro l’[[ARSENALE MARINA MILITARE|Arsenale militare]] marittimo.&lt;br /&gt;
Andrea, che è professore di Tecniche Pittoriche&lt;br /&gt;
all’Accademia di Belle Arti&lt;br /&gt;
di Reggio Calabria, a poco&lt;br /&gt;
più di trent’anni (ed alla&lt;br /&gt;
vigilia del matrimonio) ha&lt;br /&gt;
messo insieme un densissimo&lt;br /&gt;
“curriculum” artistico&lt;br /&gt;
e si è già lasciato alle spalle&lt;br /&gt;
un lusinghiero avvenire.&lt;br /&gt;
Un avvenire destinato tuttavia&lt;br /&gt;
a perpetuarsi perché&lt;br /&gt;
il Nostro è un “giovane&lt;br /&gt;
leone” con il coraggio di&lt;br /&gt;
credere che l’arte sia per chi&lt;br /&gt;
voglia guardare, ma per&lt;br /&gt;
vedere quanto vada visto;&lt;br /&gt;
che il messaggio estetico&lt;br /&gt;
coincida con la riaffermazione&lt;br /&gt;
della libertà contro&lt;br /&gt;
l’ignoranza di Stato.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
[[Categoria:FAMIGLIE STORICHE]]&lt;/div&gt;</summary>
		<author><name>93.56.55.216</name></author>	</entry>

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