BEVERINO

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Il borgo fortificato di '''Beverino''' si trova sul colle che domina la confluenza del lungo [[TORRENTE GRAVEGLIA|torrente Graveglia]] con il Vara; la sua posizione strategica particolare chiude una valle abbastanza pianeggiante, notevolmente fertile. È probabile che il primo insediamento fosse un piccolo borgo nel fondovalle lungo la Graveglia, dov'è ancora riconoscibile la cappella di San Cipriano, dipendenza della pieve di San Prospero di Vezzano. L'edificio è parzialmente coperto alla base dai depositi alluvionali del torrente, accumulate nel corso degli anni: affiorano soltanto le strutture superiori, un massiccio oratorio e le dorme romaniche dell'abside. Dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, la chiesa sopravvive sussidiaria dell'attuale parrocchiale di Santa Croce, a Beverino Castello, che, a sua volta, fu di origine romanica ma radicalmente rifatta intorno al seicento. Nel XI secolo gli Estensi provvidero a trasferire il paese sulla collina dov'è attualmente per soddisfare le necessità strategiche e guerresche del loro dominio. Le più lontane notizie si apprendono da un documento– convenzione del 1202 tra i Malaspina e il vescovo Gualtiero della chiesa di Luni, a proposito di confini territoriali. Le terre di '''Beverino''' furono in possesso ai signori di Vezzano e oggetto di controversie tra i feudatari fino al 1247, anno in cui la comunità stipula una convenzione con Genova, aderendo al patto della "Compagna" e dichiarandosi fedele alle istituzioni della Repubblica.
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Il borgo fortificato di '''Beverino''' si trova sul colle che domina la confluenza del lungo [[TORRENTE GRAVEGLIA|torrente Graveglia]] con il [[VARA|Vara]]; la sua posizione strategica particolare chiude una valle abbastanza pianeggiante, notevolmente fertile. È probabile che il primo insediamento fosse un piccolo borgo nel fondovalle lungo la [[VAL GRAVEGLIA|Graveglia]], dov'è ancora riconoscibile la cappella di [[CAPPELLA SAN CIPRIANO BEVERINO|San Cipriano]], dipendenza della pieve di [[PIEVE DI SAN PROSTERO VEZZANO LIGURE|San Prospero]] di [[:Categoria:VEZZANO LIGURE|Vezzano]]. L'edificio è parzialmente coperto alla base dai depositi alluvionali del torrente, accumulate nel corso degli anni: affiorano soltanto le strutture superiori, un massiccio oratorio e le dorme romaniche dell'abside. Dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, la chiesa sopravvive sussidiaria dell'attuale parrocchiale di Santa Croce, a Beverino Castello, che, a sua volta, fu di origine romanica ma radicalmente rifatta intorno al seicento. Nel XI secolo gli Estensi provvidero a trasferire il paese sulla collina dov'è attualmente per soddisfare le necessità strategiche e guerresche del loro dominio. Le più lontane notizie si apprendono da un documento– convenzione del 1202 tra i [[FAMIGLIA MALASPINA|Malaspina]] e il vescovo Gualtiero della chiesa di [[:Categoria:LUNI|Luni]], a proposito di confini territoriali. Le terre di '''Beverino''' furono in possesso ai signori di Vezzano e oggetto di controversie tra i feudatari fino al 1247, anno in cui la comunità stipula una convenzione con Genova, aderendo al patto della "Compagna" e dichiarandosi fedele alle istituzioni della Repubblica.
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A differenza di altri castelli, il paese si governò da allora come comune libero, indipendente dalla podesteria di Corvara. '''Beverino''' fu una piccola roccaforte a guardia delle principali vie di comunicazione verso la media Valle; possedeva autonomia comunale, aveva un ospedale ed una corte di giustizia e buone terre per le coltivazioni. Il nucleo, di impianto elementare, si è mantenuto nell'aspetto originario e, sebbene il castello sia andato distrutto per calcolo strategico dai genovesi così come la chiesa romanica abbia perso verso il 1600 lo schema primitivo per le radicali trasformazioni subite, ricorda tutt'ora la passata imponenza.
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A differenza di altri castelli, il paese si governò da allora come comune libero, indipendente dalla podesteria di [[:Categoria:CORVARA|Corvara]]. '''Beverino''' fu una piccola roccaforte a guardia delle principali vie di comunicazione verso la media Valle; possedeva autonomia comunale, aveva un ospedale ed una corte di giustizia e buone terre per le coltivazioni. Il nucleo, di impianto elementare, si è mantenuto nell'aspetto originario e, sebbene il castello sia andato distrutto per calcolo strategico dai genovesi così come la chiesa romanica abbia perso verso il 1600 lo schema primitivo per le radicali trasformazioni subite, ricorda tutt'ora la passata imponenza.
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Anche Padivarma, Castiglione e Bracelli fecero parte dei vasti possedimenti dei vescovi di Luni, nella bassa Val di Vara, ma con sorti diverse da '''Beverino'''.
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Anche [[:Categoria:PADIVARMA|Padivarma]], [[:Categoria:CASTIGLIONE VARA|Castiglione]] e [[:Categoria:BRACELLI|Bracelli]] fecero parte dei vasti possedimenti dei vescovi di [[:Categoria:LUNI|Luni]], nella [[:Categoria:BASSA VAL DI VARA|bassa]] [[:Categoria:VAL DI VARA|Val di Vara]], ma con sorti diverse da '''Beverino'''.
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Versione attuale delle 22:08, 1 mar 2012

Il borgo fortificato di Beverino si trova sul colle che domina la confluenza del lungo torrente Graveglia con il Vara; la sua posizione strategica particolare chiude una valle abbastanza pianeggiante, notevolmente fertile. È probabile che il primo insediamento fosse un piccolo borgo nel fondovalle lungo la Graveglia, dov'è ancora riconoscibile la cappella di San Cipriano, dipendenza della pieve di San Prospero di Vezzano. L'edificio è parzialmente coperto alla base dai depositi alluvionali del torrente, accumulate nel corso degli anni: affiorano soltanto le strutture superiori, un massiccio oratorio e le dorme romaniche dell'abside. Dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano, la chiesa sopravvive sussidiaria dell'attuale parrocchiale di Santa Croce, a Beverino Castello, che, a sua volta, fu di origine romanica ma radicalmente rifatta intorno al seicento. Nel XI secolo gli Estensi provvidero a trasferire il paese sulla collina dov'è attualmente per soddisfare le necessità strategiche e guerresche del loro dominio. Le più lontane notizie si apprendono da un documento– convenzione del 1202 tra i Malaspina e il vescovo Gualtiero della chiesa di Luni, a proposito di confini territoriali. Le terre di Beverino furono in possesso ai signori di Vezzano e oggetto di controversie tra i feudatari fino al 1247, anno in cui la comunità stipula una convenzione con Genova, aderendo al patto della "Compagna" e dichiarandosi fedele alle istituzioni della Repubblica. A differenza di altri castelli, il paese si governò da allora come comune libero, indipendente dalla podesteria di Corvara. Beverino fu una piccola roccaforte a guardia delle principali vie di comunicazione verso la media Valle; possedeva autonomia comunale, aveva un ospedale ed una corte di giustizia e buone terre per le coltivazioni. Il nucleo, di impianto elementare, si è mantenuto nell'aspetto originario e, sebbene il castello sia andato distrutto per calcolo strategico dai genovesi così come la chiesa romanica abbia perso verso il 1600 lo schema primitivo per le radicali trasformazioni subite, ricorda tutt'ora la passata imponenza. Anche Padivarma, Castiglione e Bracelli fecero parte dei vasti possedimenti dei vescovi di Luni, nella bassa Val di Vara, ma con sorti diverse da Beverino.

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