BRUGNATO E LA SUA ABBAZIA

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Versione delle 15:02, 21 lug 2011, autore: Mitilo Ignoto (Discussione | contributi)
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Brugnato è "città" dal 999 secondo un diploma dell'imperatrice Adelaide e successivamente l'abazia fu elevata da papa Innocenzo II al rango di diocesi nel 1133. Ma questa abazia di Brugnato chi l'aveva fondata? Questo è un piccolo giallo storico-archeologico sul quale vi sono stati non pacifici scambi di idee! Secondo la tradizione l'abazia fu fondata da San Colombano (540-615) o da qualcuno dei suoi discepoli, secondo altri fu istituita da re Liutprando (712) che la cita in un suo diploma. Ma sul finire degli anni '40 iniziarono nella cattedrale degli scavi, che proseguirono sino al 1954 e portarono a scoprire l'esistenza di una chiesa precedente di carattere cimiteriale paleocristiano, con presenza di rivestimenti murari policromi di tradizione mediterraneo orientale. Accanto alle tombe di inumazione sicuramente cristiane era presente un sepolcreto ad incenerazione con caratteristiche romane. Tutto questo fa ritenere che Brugnato, anche per l'importante posizione strategica, che è sempre connaturata alla posizione geografica e limitatamente alla volontà degli uomini, doveva essere un presidio romano risalente probabilmente all'epoca imperiale. Con le invasioni barbariche (Eruli, Ostrogoti) ed i disastri della guerra gotica, il presidio fu abbandonato, ma sulla meta del VI secolo i bizantini lo riattarono e costruirono nell'area cimiteriale una cappella, utilizzando, come era di moda all'epoca, materiale di recupero; da qui l'uso di ceramiche policrome Brugnato era in riscontro visivo con la torre del Monte Castellaro a guardia dei passi tra la Val di Vara e la verso la fortezza di Filattiera, che tutelava alle spalle il porto di Luni e il golfo della La Spezia. Probabilmente San Colombano, impegnato nella costruzione del suo monastero di Bobbio negli ultimi tre anni di vita, influì solo indirettamente sulla vita religiosa e civile di Brugnato, ma quando nel 644 il borgo cadde nelle mani dei Longobardi, o almeno sotto la loro influenza, i monaci di Bobbio assunsero la cura della chiesetta che, con il favore dei Longobardi, divenne abazia, ma svincolata dalla diocesi dell'aborrita Luni (ancora per qualche tempo sotto l'influenza dei bizantini di Filattiera). Pero anche questa teoria perfetta per conseguenzialità storica presenta delle falle di ordine psicologico. Rotari, il conquistatore della Liguria, era di confessione religiosa ariana, e l'influenza ariana è sensibile in Val di Vara, certificata dai numerosi centri in cui permane il culto a San Michele, quindi è difficilmente pensabile che i longobardi favorissero prima del 671 il cattolicesimo bobbiense. E' più probabile che San Colombano ed i suoi monaci, in un'epoca incerta, ed in cui anche i confini erano dubbi, abbiano esercitato una funzione mediatrice e di salvaguardia di valori spirituali e civili di una popolazione che altrimenti si sarebbe trovata allo sbando, Del resto, gli abati di Brugnato hanno sempre avuto ottimo fiuto nelle vicende storiche, a parte le donazioni ricevute e confermate da Liutprando (712), Rachis (744), Àstolfo (752), Desiderio (756), quando quest'ultimo fu sconfitto da Carlo (non ancora Magno) a Pavia, dopo un assedio durato dieci mesi, il 5 giugno 744, gli abati di Bobbio e di Brugnato erano là già da un certo tempo per ossequiare il presunto vincitore, ed ottennero in cambio, i primi l' "Alpe Adra", ed i secondi la "Corte dell' Accola". La donazione fu confermata da Carlo Ill detto "il grosso" (881). Nel 1021 Enrico "il Santo" accoglie il monastero sotto la protezione dell'impero: ormai i tempi erano maturi per elevarlo al rango di diocesi e per aprire un nuovo contenzioso con i potenti vicini della Val di Magra, i Malaspina. Nel 1215 Corrado Malaspina, detto l'Antico, occupa i castelli di Bozzolo e Cassana, ma ormai Brugnato rappresenta terra di confine per la Repubblica di Genova ed il console Guglielmo Embriaco sbarca a Levanto e respinge i Malaspina nell'interno. Dopo la meteora dei Fieschi e la loro illusione di una signoria nel levante ligure, la presenza genovese si fa sempre più evidente Ma non per questo la città ebbe pace. Questa inquietudine convolse problemi politici e religiosi, tanto che vi fu addirittura l'elezione illegittima a vescovo del parroco di Cassana; successivamente la rivolta portò alla fuga del vescovo titolare a San Pietro de Conflentu di Pontremoli (esilio in patria durato duecento anni) Brugnato cadde quindi sotto il dominio dei Malaspina di Villafranca, cosiddetti "del Leone", che a loro volta furono cacciati a furor di popolo a metà del XVI secolo; solo allora la situazione finalmente si stabilizzò sotto il diretto governo di Genova. Lo svilupparsi delle vicende politiche non modificò la struttura urbanistica di Brugnato, che conservò la sua struttura di "borgo rotondo" costituito da due cerchie di case con una appendice di abitazioni che si prolunga verso il torrente Chiocciola e dà alla pianta della città una elegante conformazione. Monumento interessante è la chiesa biabsidale a due navate con un fonte battesimale monolitico, un affresco di San Colombano su una colonna, e misteriose testine che appaiono in vari punti della struttura muraria. A queste testine, presenti anche in altre zone della Val di Vara, è stata attribuita più che una funzione decorativa una funzione "apotropaica", ovvero magica, esorcizzante influssi malefici. Brugnato conserva i ruderi di un ponte detto "romano" (cioè romanico) in parte distrutto da una recente alluvione. Il ponte probabilmente è un rifacimento medievale in un antico sito romano. pregevole l'oratorio di S. Bernardo, intitolato a S. Maria Annunziata, entrambi raffigurati nei portali bronzei recente opera (1985) dello scultore Pietro Bavecca. Pure notevole il convento dei Padri Passionisti, che nella dedica a San Francesco rammenta la propria origine. Su Brugnato domina Bozzolo, antico castello ed ora borgo, raccolto attorno alla settecentesca chiesa di S. Antonio Abate costruita sui resti di un'altra risalente al 1350. Il campanile di Bozzolo è il centro ideale di un semicerchio costituito da una schiera di case disposte a schema avvolgente, rivolto per evidenti motivi di difesa verso il sud della Val di Vara.

Fonte: Cara Spezia vol I

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