CHIESA NOSTRA SIGNORA DELLA NEVE

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Da [[PIAZZA GIUSEPPE GARIBALDI|Piazza Garibaldi]] si può compiere una breve deviazione, imboccando a destra l'omonimo viale alberato. Qui, all'ombra dei generosi tigli, al  venerdì, per tutta la giornata, si può “curiosare” tra i colorati banchi del mercatino settimanale, che occupa entrambi i lati della strada e alcune sue traverse. Circa a metà del viale possiamo ammirare il '''Santuario di Nostra Signora della Neve''', progettata nel 1901 da Giuseppe Ferrari D'Orsara, contemporaneamente impegnato nel restauro di [[SANTA MARIA ASSUNTA|Santa Maria Assunta]] in [[PIAZZA GIULIO BEVERINI|Piazza Beverini]]. Alla chiesa, costruita su un alto basamento, si giunge salendo una gradinata. L'architettura appare subito una mescolanza di temi classici, bizantini, carolingi e romanici e proprio per la commistione di stili e linguaggi suscitò accese discussioni. La facciata bicroma in pietra listata bianca e nera, frutto di un ottimo livello dell'artigianato locale, ha un prevalente accento romanico, come il protiro, che, sorretto da colonne, presenta un fregio
Da [[PIAZZA GIUSEPPE GARIBALDI|Piazza Garibaldi]] si può compiere una breve deviazione, imboccando a destra l'omonimo viale alberato. Qui, all'ombra dei generosi tigli, al  venerdì, per tutta la giornata, si può “curiosare” tra i colorati banchi del mercatino settimanale, che occupa entrambi i lati della strada e alcune sue traverse. Circa a metà del viale possiamo ammirare il '''Santuario di Nostra Signora della Neve''', progettata nel 1901 da Giuseppe Ferrari D'Orsara, contemporaneamente impegnato nel restauro di [[SANTA MARIA ASSUNTA|Santa Maria Assunta]] in [[PIAZZA GIULIO BEVERINI|Piazza Beverini]]. Alla chiesa, costruita su un alto basamento, si giunge salendo una gradinata. L'architettura appare subito una mescolanza di temi classici, bizantini, carolingi e romanici e proprio per la commistione di stili e linguaggi suscitò accese discussioni. La facciata bicroma in pietra listata bianca e nera, frutto di un ottimo livello dell'artigianato locale, ha un prevalente accento romanico, come il protiro, che, sorretto da colonne, presenta un fregio
bizantineggiante (si vedano i pavoni, simbolo dell'immortalità dell'anima e l'uso stesso del mosaico). L'eclettismo e il ritorno all'antico rendono paradossalmente manifesta l'espressione di motivi liberty. Gli accessi alla chiesa sono tre, uno centrale e due laterali, e corrispondono al numero delle navate in cui è diviso lo spazio interno. Le navate con finti matronei si concludono in un transetto con cupola centrale, all'interno della quale è rappresentato un mosaico con il Redentore e gli Apostoli; nelle vele di raccordo tra gli archi
bizantineggiante (si vedano i pavoni, simbolo dell'immortalità dell'anima e l'uso stesso del mosaico). L'eclettismo e il ritorno all'antico rendono paradossalmente manifesta l'espressione di motivi liberty. Gli accessi alla chiesa sono tre, uno centrale e due laterali, e corrispondono al numero delle navate in cui è diviso lo spazio interno. Le navate con finti matronei si concludono in un transetto con cupola centrale, all'interno della quale è rappresentato un mosaico con il Redentore e gli Apostoli; nelle vele di raccordo tra gli archi
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e la cupola i simboli degli evangelisti. '''La Madonna della Neve''', antica icona che era venerata in una cappella sul torrente [[LAGORA|Lagora]], trionfa sull'Altare Maggiore; nel catino absidale, l'allegoria del gregge e del Buon Pastore su fondo oro. Una particolarità è costituita da due raffigurazioni di San Francesco e Don Bosco, resi con la tecnica musiva tipica bizantina, che ornano le lunette. In piena corrispondenza con l'architettura, le decorazioni, gli arredi, le sculture offrono un chiaro esempio di arte eclettica.
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e la cupola i simboli degli evangelisti. '''La Madonna della Neve''', antica icona che era venerata in una cappella sul torrente [[CANALE LAGORA|Lagora]], trionfa sull'Altare Maggiore; nel catino absidale, l'allegoria del gregge e del Buon Pastore su fondo oro. Una particolarità è costituita da due raffigurazioni di San Francesco e Don Bosco, resi con la tecnica musiva tipica bizantina, che ornano le lunette. In piena corrispondenza con l'architettura, le decorazioni, gli arredi, le sculture offrono un chiaro esempio di arte eclettica.
Negli anni tra le due guerre sono stati aggiunti il pulpito e la statua di San Giovanni Bosco, opera dello scultore Angiolo Del Santo.
Negli anni tra le due guerre sono stati aggiunti il pulpito e la statua di San Giovanni Bosco, opera dello scultore Angiolo Del Santo.
La chiesa è inaccessibile dall'ingresso principale per la presenza di numerosi gradini; il parroco predispone l'accesso dall'oratorio , previa richiesta.
La chiesa è inaccessibile dall'ingresso principale per la presenza di numerosi gradini; il parroco predispone l'accesso dall'oratorio , previa richiesta.

Versione delle 21:03, 19 gen 2012

Da Piazza Garibaldi si può compiere una breve deviazione, imboccando a destra l'omonimo viale alberato. Qui, all'ombra dei generosi tigli, al venerdì, per tutta la giornata, si può “curiosare” tra i colorati banchi del mercatino settimanale, che occupa entrambi i lati della strada e alcune sue traverse. Circa a metà del viale possiamo ammirare il Santuario di Nostra Signora della Neve, progettata nel 1901 da Giuseppe Ferrari D'Orsara, contemporaneamente impegnato nel restauro di Santa Maria Assunta in Piazza Beverini. Alla chiesa, costruita su un alto basamento, si giunge salendo una gradinata. L'architettura appare subito una mescolanza di temi classici, bizantini, carolingi e romanici e proprio per la commistione di stili e linguaggi suscitò accese discussioni. La facciata bicroma in pietra listata bianca e nera, frutto di un ottimo livello dell'artigianato locale, ha un prevalente accento romanico, come il protiro, che, sorretto da colonne, presenta un fregio bizantineggiante (si vedano i pavoni, simbolo dell'immortalità dell'anima e l'uso stesso del mosaico). L'eclettismo e il ritorno all'antico rendono paradossalmente manifesta l'espressione di motivi liberty. Gli accessi alla chiesa sono tre, uno centrale e due laterali, e corrispondono al numero delle navate in cui è diviso lo spazio interno. Le navate con finti matronei si concludono in un transetto con cupola centrale, all'interno della quale è rappresentato un mosaico con il Redentore e gli Apostoli; nelle vele di raccordo tra gli archi e la cupola i simboli degli evangelisti. La Madonna della Neve, antica icona che era venerata in una cappella sul torrente Lagora, trionfa sull'Altare Maggiore; nel catino absidale, l'allegoria del gregge e del Buon Pastore su fondo oro. Una particolarità è costituita da due raffigurazioni di San Francesco e Don Bosco, resi con la tecnica musiva tipica bizantina, che ornano le lunette. In piena corrispondenza con l'architettura, le decorazioni, gli arredi, le sculture offrono un chiaro esempio di arte eclettica. Negli anni tra le due guerre sono stati aggiunti il pulpito e la statua di San Giovanni Bosco, opera dello scultore Angiolo Del Santo. La chiesa è inaccessibile dall'ingresso principale per la presenza di numerosi gradini; il parroco predispone l'accesso dall'oratorio , previa richiesta.

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