LA SPEZIA

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'''La Spezia''' si trova all'estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo [[:Categoria:GOLFO DELLA SPEZIA|golfo]] naturale al quale dà il nome.
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Tale [[:Categoria:GOLFO DELLA SPEZIA|golfo]], conosciuto anche con l'appellativo di [[IL GOLFO DEI POETI|Golfo dei Poeti]], è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il [[MONTE VERRUGOLI|monte Verrugoli]], 749 m s.l.m., asperità che è situata alla periferia occidentale del centro abitato.<div>
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Il territorio comunale spezzino fa parte dell'Autorità di Bacino Interregionale del [[MAGRA|Fiume Magra]] ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo borgo di [[TRAMONTI|Tramonti]] e dalla circostante collina, fa parte del [[PARCO NAZIONALE DELLE 5 TERRE|Parco Nazionale delle Cinque Terre]].<div>
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La città sorge su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti; diretta conseguenza di ciò è la presenza di numerosi quartieri collinari e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana, che negli anni venti ha richiesto addirittura lo sbancamento del [[COLLE DEI CAPPUCCINI|colle dei Cappuccini]] (dove sorge l'attuale [[PIAZZA EUROPA|Piazza Europa]]) per consentire al centro storico lo sviluppo possibile verso est, in direzione della piana di [[MIGLIARINA|Migliarina]], poiché l'area ad ovest è occupata dall'[[ARSENALE MARINA MILITARE|Arsenale Militare]].<div>
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Tale sviluppo urbanistico ha richiesto ingenti opere di bonifica; infatti dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale era un tempo un'ampia zona paludosa, detta gli Stagnoni.
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Il golfo che protegge la città ha una estensione di circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa 2.210 metri con due passaggi, quello di ponente di circa 400 metri e quello di levante di circa 200 metri.L'insenatura del golfo ha una profondità di 4,6 km ed una larghezza di 3,2 km.
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Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalla furia delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che al'''La Spezia''' venisse costruito uno dei più grandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo.
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Storia:
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Il toponimo e la corretta ortografia
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La prima trascrizione del nome sembra risalire al 1256, in un documento redatto presso Spezam, anche se in un documento del 25 luglio 1071 appare forse per la prima volta il nome Spezia. Il nucleo del borgo è identificabile con il Poggio, nel cuore della vecchia città.
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Al di là dell'etimologia del termine Spezia, sulla provenienza del quale sono state avanzate dagli studiosi numerose ipotesi, senza che si giungesse tuttavia a stabilirne l'origine precisa, le principali controversie vertono sull'utilizzo dell'articolo "La" che compare davanti al toponimo.
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L'articolo fa la sua comparsa già a partire dai primi documenti redatti in volgare, ossia all'inizio del V secolo.
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Dopo il Congresso di Vienna, tuttavia, con il passaggio dell'intera Liguria al Regno di Sardegna, la burocrazia decide di sopprimere l'articolo, in quanto considerato una violazione alla regola secondo la quale i nomi di città rifiutano l'articolo.Gli Spezzini non accolgono volentieri questo cambiamento e fanno più volte presente al governo centrale le loro rimostranze, senza tuttavia ottenere alcun risultato.Con la costituzione della Provincia del'''La Spezia''', nel 1923, le diverse denominazioni (Spezia e '''La Spezia''') continuano a generare confusione, tanto che nel 1926 il Consiglio Comunale vota un ordine del giorno con il quale si chiede il ripristino dell'articolo nella consueta forma.
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Si giunge così al 2 aprile 1930, quando viene finalmente emanato un regio decreto che rettifica ufficialmente la denominazione del nome del Comune in "'''La Spezia'''". Tuttavia, a causa della formulazione piuttosto schematica del testo della nuova Legge, si intende erroneamente il "La" – scritto con la lettera "L" maiuscola – non come un articolo declinabile, ma come una particella da utilizzare in modo invariabile davanti al nome, quasi facente parte del nome stesso. Nonostante sia passato da allora ormai molto tempo, ancora oggi è facile imbattersi in errori nella corretta declinazione dell'articolo, quali "di '''La Spezia'''", "in '''La Spezia'''" o "a '''La Spezia'''". Eppure, nello Statuto del Comune del'''La Spezia''' si legge esplicitamente:
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Altro errore comune è l'utilizzo della maiuscola nell'articolo: secondo le regole grammaticali, infatti, esso richiede la lettera maiuscola solo se ci si trova all'inizio di una frase, mentre va scritto con la minuscola in tutti gli altri casi.Da notare poi che non sempre negli elenchi alfabetici la città viene correttamente inserita alla lettera "S".
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Vi è tuttavia da osservare che l'articolo non viene utilizzato nel dialetto locale.Non a caso, gli abitanti della città e della provincia, anche quando parlano in italiano, non usano mai l'articolo, utilizzando comunemente espressioni quali "sono di Spezia" o "vado a Spezia".
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Dai primi insediamenti all'epoca bizantina
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Il territorio spezzino e le terre circostanti furono abitati già in tempi preistorici, come testimoniano sia le numerose statue stele scoperte in varie località che i reperti dell'età del bronzo e di quella del ferro ritrovati in varie occasioni sulle alture del Golfo e delle vallate adiacenti. Più tardi, in epoca storica, la zona di Luni si trovò al margine del territorio etrusco.
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Le zone del Levante ligure fino al Magra videro lo stanziamento delle popolazioni dei Liguri, sottomessi nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello.
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Le origini del'''La Spezia''' sono legate alla colonizzazione romana e si intrecciano comunque con le vicende di Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona durante tutta l'epoca classica (foro, anfiteatro).
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La rete viaria della zona era limitata dalle montagne del retroterra cosicché da Roma la via Aurelia terminava a Pisa e il collegamento via terra da Luni con il resto del ponente ligure e la Gallia avveniva soprattutto attraverso la pianura padana (via Aemilia Scauri). Altra importante via di collegamento tra Luni e Parma era la Strada delle cento miglia che arrivava dal Malpasso, oggi Passo del Lagastrello. Per i collegamenti via mare il golfo spezzino invece costituiva un sicuro appoggio per la normale navigazione di cabotaggio.
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Nella ripartizione di Augusto la zona, come il resto della Liguria, apparteneva alla Regio IX, il cui confine orientale era segnato dal corso inferiore del fiume Macra, mentre Luna apparteneva alla Regio VII.
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Conferme archeologiche di permanenti insediamenti romani sul sito del'''La Spezia''' sono emerse in varie occasioni: nella zona di San Vito (Marola) nel 1914 sono state rinvenute tre anfore vinarie romane a una profondità di nove metri, databili al I secolo d.C. (mentre una calotta cranica è stata invece trovata a 14,50 metri di profondità e pertanto databile al 1000 a.C. circa). Ancora a San Vito resti di una villa romana sono stati distrutti per la costruzione dell'Arsenale.
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Nella zona dellAntoniano (cioè l'attuale Pieve di S. Venerio a Migliarina) esisteva un oppidum preromano, che forse è da identificarsi con il Boron indicato nella Tavola Peutingeriana come stazione navale; peraltro nella zona di Migliarina esiste una Via di Boron ripresa sicuramente dalla località menzionata nella Tavola Peutingeriana.
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Sempre nella zona della Pieve sono stati raccolte ceramiche e scorie ferrose a conferma di un insediamento romano.
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La presenza romana è anche ampiamente documentata all'interno del Golfo: ville patrizie al Varignano, a Muggiano.
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Portus Veneris è citata nel 161 nel portolano dell'imperatore Antonino Pio.
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Altre memorie dell'epoca classica ben più consistenti sono i siti archeologici della città di Luni, di Bocca di Magra e di Ameglia.
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Il Cristianesimo si diffonde nella zona verosimilmente agli inizi del III secolo mentre l'organizzazione e la crescita della Diocesi sono più tarde risalendo agli inizi del V secolo quando, ormai alla fine dell'Impero romano, si apre per la regione il periodo alto medievale.
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Con la caduta dell'Impero romano dopo il V secolo si ebbe la devastazione da parte dei barbari (Eruli e Goti).
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Dopo la dominazione gotica, il territorio di Luni e la regione del golfo vengono riconquistati da Narsete nel 552 a conclusione della guerra gotica e, sotto il dominio bizantino, passano all'Esarcato d'Italia con la formazione della Provincia bizantina di Liguria.
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Dal VII al XII secolo, dai vescovi di Luni all'influenza genovese
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Tornata ai Bizantini dopo le guerre gotiche, ebbe una breve ripresa.In questo periodo San Venerio fu monaco nel cenobio dell'isola del Tino, dove morì nel 630.
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I Longobardi conquistano la Liguria nel 642 con il loro re Rotari e la sottomettono completamente con Liutprando: Luni e la sua regione vengono annesse al ducato di Tuscia con capitale Lucca, staccando l'area dal ducato di Liguria.
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La politica locale dei sovrani longobardi è spesso rivolta a contrastare l'autorità dei vescovi di Luni.
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Alla caduta del regno longobardo nel 773 la regione passa sotto il dominio franco ad opera di Carlo Magno, sotto il quale i vescovi acquisiscono un potere temporale come Vescovi-Conti.
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Nell'860 la zona è saccheggiata dai Normanni che a Luni ne uccidono il vescovo Ceccardo.
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Nello stesso IX secolo la regione comincia a subire il flagello delle incursioni arabe al punto che, un secolo dopo, a causa degli incessanti saccheggi dal mare, dei rapimenti di persone e delle devastazioni procurate, il conseguente decadimento del territorio e la diffusa malaria, Luni finsce con l'essere abbandonata dalla sua popolazione (la diocesi vi rimarrà ancora formalmente fino al 1204, quando verrà trasferita a Sarzana da papa Innocenzo III).
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Nel IX secolo il centro principale della zona del golfo era Vesigna, che sorgeva sul colle di Marinasco; è da Vesigna che procede verso il mare una migrazione di popolazione che, unendosi agli insediamenti già esistenti in loco, contribuirà alla formazione del primo borgo sul Poggio del'''La Spezia''' e al suo sviluppo nei secoli X e XI.
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Nel X secolo la zona entra a far parte della marca Obertenga.
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Il tardo periodo medievale vide una progressiva frammentazione politica e culturale della zona, con la nascita di piccole signorie locali, come quelle dei di Vezzano, dei da Passano e dei di Lavagna.
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Agli inizi del XII secolo Genova acquista il borgo di Porto Venere e accresce la sua influenza sull'estremo Levante ligure.Questa novità è importante poiché consente a questi territori il loro progressivo affrancamento dal regime feudale e la loro crescita.
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Il borgo di Spezia ha già raggiunto una certa importanza nel XII secolo: è infatti già citato in alcuni documenti commerciali del 1160 in cui sono menzionati Bonus Johannes e Baldus de Specia.
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XIII secolo
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Vesigna nel (1223) e Càrpena nel (1224) entrano nell'orbita della Compagna genovese e quindi, con loro, anche il borgo di Spezia.
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Già nella prima metà del XIII secolo, '''La Spezia''' comincia ad affrancarsi da Càrpena grazie al proprio sviluppo mercantile e all'industria del sale.
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Nel 1254 Genova sottrae Lerici a Pisa e accresce così il proprio controllo sul Golfo.
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Un documento notarile rogato nel 1256 riporta un'antica trascrizione del termine Spezam.
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Ma per quasi vent'anni il borgo di Spezia si trova a essere svincolato dal dominio genovese, quando cioè Nicolò Fieschi ne fa il centro, tra il 1256 e il 1273, di una propria effimera Signoria guelfa, estesa da Sarzana a Lavagna e in contrapposizione a Genova.Al periodo del Fieschi risalgono la prima fase di costruzione del Castello San Giorgio, sulla collina del Poggio e la fortificazione della città.
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L'indipendenza del borgo spezzino ha però termine nel 1273, quando Oberto Doria muove contro Nicolò e, partendo da Porto Venere, espugna la città e incendia il Castello San Giorgio; la Repubblica di Genova riacquista così definitivamente la piena sovranità sul borgo.
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XIV secolo
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Con il passare del tempo il borgo di Spezia va incontro ad importanti progressi urbani, sociali ed economici connessi all'estrazione e all'esportazione del sale.
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Il castello viene restaurato nel 1343 per volere di Simone Boccanegra, primo dei Dogi a vita genovesi, che vi nomina anche un Podestà.
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Nel 1371 vengono erette le mura di difesa ed alcuni edifici pubblici. Delle mura trecentesche rimangono tuttora alcuni tratti con i camminamenti e le merlature ghibelline; sembra che le porte d'accesso alla città, protette da altrettante torri, fossero cinque: S. Maria, S. Andrea, Nuova, Romana e Marina.
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La cattedrale di Santa Maria era all'esterno della cinta muraria.Nel 1390 viene edificato il convento di Sant'Agostino.
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La fine del secolo vede il declino della potenza genovese in lotta con Venezia e, dopo un periodo di lotte intestine, il prevalere della dinastia milanese dei Visconti su Genova stessa e su tutta la Liguria e anche sul'''La Spezia'''.
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XV secolo
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Nel 1407 '''La Spezia''' riesce a dotarsi di propri Statuti e nomina dapprima un Podestà, figura con prerogative solamente politiche, e in un secondo tempo un Capitano che oltre a quelle politiche assomma anche le funzioni militari.
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Il 1412 vede la fine vittoriosa della guerra di Genova contro Firenze, nonostante la rivolta (guidata dai Fieschi) di molte località del golfo.'''La Spezia''', che è rimasta fedele alla Repubblica, può distruggere Carpena e affermarsi così come centro principale.
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Nel 1420 si dà l'avvio alla costruzione del Palazzo comunale, sede dell'autorità cittadina e luogo di assemblee.
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Qualche decennio dopo la regione è coinvolta nella guerra del 1436 condotta contro Genova da parte di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, e delle devastazioni operate dal suo condottiero Niccolò Piccinino.
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In questa occasione fu necessario demolire la cattedrale di Santa Maria che, essendo all'esterno delle mura, non poteva essere sottratta al saccheggio.Più tardi, nel 1471, la Chiesa di S.Maria venne ricostruita e protetta allargando appositamente la cinta muraria della città.
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Poco più tardi viene fondato lOspedale di Sant'Andrea (1480). Come negli altri centri italiani dell'epoca, anche qui sorgono numerose Confraternite quali quella dell'Annunziata e quella di S.Antonio abate.
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XVI secolo
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Tra il XVI ed il XVII secolo Sarzana in realtà è ancora il centro principale della Lunigiana, vasta area che comprende, fra le altre, anche buona parte dei territori del Golfo e delle zone circostanti; il suo primato regge però solo fino a quando non si profila in modo evidente la supremazia di un nuovo centro, '''La Spezia''', eretto sede del Vicariato della riviera orientale da Pietra Corice a Capo Corvo.Lo sviluppo della città continua fino al XVII secolo, quando la regione ormai consolidata è destinata a mantenersi inalterata fino alle soglie dell'età industriale. I primi decenni del XVI secolo vedono scacciata con alterne vicende l'influenza francese sulla Repubblica genovese, e poi l'affermarsi di quella imperiale di Carlo V (1528).
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Nell'estate del 1533 il papa Clemente VII, di ritorno da Marsiglia, sosta nella città ed il pittore spezzino Antonio da Carpena è incaricato di dipingere alcuni quadri in onore del Pontefice.
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Nell'autunno del 1541 l'imperatore Carlo V raduna nel porto spezzino un contingente della flotta destinata alla sfortunata spedizione contro la base ottomana di Algeri ed il pirata Barbarossa.
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Nel 1560 ha inizio la costruzione della fortezza di S. Maria nei pressi del Varignano a difesa dalle continue incursioni dei pirati ottomani.
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Ai primi di agosto dell'anno 1571 una flotta di ottanta galee spagnole, al comando di don Giovanni d'Austria, si pone alla fonda nel porto del'''La Spezia''', in attesa di unirsi al contingente delle altre galee messe a disposizione dalla Repubblica di Genova e dal duca di Savoia.Nel golfo spezzino vengono anche imbarcati soldati tedeschi e un piccolo esercito di quattrocento uomini del duca di Parma, Alessandro Farnese.Il 4 agosto la flotta riprende il mare diretta a Messina, per unirsi alle centocinque galee veneziane, alle dodici pontificie e a quelle dei Doria, di Malta e degli alleati minori.L'intera flotta, in tutto duecentosette unità, si dirigerà quindi in Grecia per affrontare quella turca nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571).
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XVII e XVIII secolo
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Nel 1606 la Repubblica genovese opera un'ulteriore fase di rafforzamento del Castello San Giorgio per adeguarlo alla potenza distruttiva delle nuove armi da fuoco; Genova procede inoltre all'edificazione di altre fortezze nel Golfo nell'intento di crearsi un potente baluardo nell'estremo levante del proprio territorio.
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La città gode di nuovi ampliamenti e l'antico Palazzo del Comune, sorto nel 1420 e sede del Capitano, viene radicalmente rinnovato.
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Genova tuttavia non concede un'eccessiva libertà al libero sviluppo delle attività mercantili locali e la vita economica ristagna.Per fornire nuovo impulso ai commerci, nel 1654 la Repubblica decide di consentire agli ebrei di stabilirsi in città: vengono istituiti mercati e fiere per gli scambi e San Giuseppe diventa il patrono del'''La Spezia'''.
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Nel 1656 in tutta la Liguria si verifica una terribile epidemia di peste. Nel 1724 il governo della Repubblica genovese decide la costruzione al Varignano di un Lazzaretto per la quarantena delle merci e delle persone.
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L'importanza della città cresce nel tempo senza dubbio grazie anche alla natura di caposaldo militare svolta dal suo Golfo: così, nel 1757, la Repubblica di Genova decide di sostituire la figura del Capitano con quella di Governatore del'''La Spezia'''.
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Ma con il volgere del secolo sono ormai alle porte i rivolgimenti portati dalla Rivoluzione Francese e dalla napoleonica campagna d'Italia: nel 1797 la storica Repubblica Genovese cade e con la sua fine '''La Spezia''' entra a far parte della Repubblica Ligure come capoluogo del Dipartimento del Golfo di Venere.
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Il XIX secolo
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Nel 1805 la Repubblica Ligure viene annessa all'Impero Francese. '''La Spezia''' viene inserita nel Dipartimento degli Appennini, con capoluogo Chiavari, nella Circoscrizione di Sarzana.
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Anche Napoleone è consapevole dell'importanza militare del'''La Spezia''' e la eleva al rango di sede di Distretto: '''La Spezia''' viene dichiarata porto militare con decreto imperiale in data 11 maggio 1808; si pensa già anche di costruirvi di un Arsenale. Alla caduta di Napoleone segue la Restaurazione: la Liguria è annessa al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I (4 gennaio 1815); '''La Spezia''' è sede dellIntendenza della Provincia di Levante.
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Ha inizio un primo sviluppo come località di villeggiatura balneare e poi come centro marittimo.Sono anni di crescita demografica; nel 1823 la città diviene capoluogo ed inizia un'attività edificatoria di opere pubbliche; il Teatro Civico, progettato da Ippolito Cremona, viene inaugurato nel 1846.Nell'estate del 1827 vi transita Alessandro Manzoni con tutta la famiglia, proveniente da Genova e diretto a Firenze.
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Nel 1849 il Governo piemontese prende la prima decisione di costruire al'''La Spezia''' l'Arsenale.Questa decisione sarà il principio di un profondo e radicale cambiamento della città sotto ogni punto di vista. I lavori dureranno dal 1862 al 1869.A seguito della forte immigrazione, la città, che nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia assommava a poco più di 15.000 persone, vedrà aumentare rapidamente la sua popolazione. Nel settembre del 1853, Richard Wagner sbarca al'''La Spezia''' durante un viaggio di piacere in Italia. Pernottando in una locanda al civico 45 di via del Prione (Palazzo Doria) trova per caso l'ispirazione per il preludio de L'oro del Reno e dell'intera Tetralogia.
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Il 2 settembre 1862 Giuseppe Garibaldi, ferito all'Aspromonte, è condotto al forte del Varignano e ricoverato nel Lazzaretto, al secondo piano dell'edificio centrale: la notizia del suo ferimento fa in breve tempo il giro del mondo.Al suo capezzale accorrono, oltre ai medici italiani Di Negro, Palasciano, Porta e Bertanti, Partrige dall'Inghilterra, Pirogoff dalla Russia e Nelaton dalla Francia.Dal Varignano, il 22 ottobre, Garibaldi è trasferito al'''La Spezia''' all'Albergo Milano (attuale sede dell'Ammiragliato) ed infine a Pisa dove il 23 novembre 1862 viene operato da Ferdinando Zannetti che gli estrae la pallottola dal piede. Nel 1870 viene steso un piano regolatore per adeguare lo sviluppo della città alle nuove necessità indotte dalla costruzione dell'arsenale appena terminato: vengono tracciati nuovi viali, si programma l'espansione della città verso levante, viene costruito il quartiere Umbertino per la manodopera richiamata in città per i lavori dell'Arsenale e per quelli relativi alle opere di fortificazione del golfo. Altra immigrazione è legata all'arrivo del personale militare stanziato in città.
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Sorgono lAlbergo Croce di Malta ed il Politeama Duca di Genova (che verrà però demolito nel 1933 in conformità al nuovo piano regolatore).
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La popolazione arriva a contare circa 37.000 abitanti poco prima del 1884, anno in cui la città è colpita da una grave epidemia di colera.
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Viene presa l'importante decisione di costruire anche il porto mercantile ed i lavori hanno inizio nel 1891.Viene anche aperta la linea ferroviaria che collega '''La Spezia''' a Parma, conosciuta come Pontremolese.A fine secolo il Comune costruisce la prima officina elettrica, a Valdellora, per l'illuminazione pubblica e privata e avvia una rete di trasporto pubblico.
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La costruzione dell'Arsenale
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Per tutto il XIX secolo la città conserva anche un carattere fortemente turistico, ed è spesso sede delle vacanze dei Savoia e del Re, che soleva risiedere presso l'hotel Croce di Malta, attualmente residenza privata dirimpetto al lungomare ed ai giardini pubblici.Ma è verso la seconda metà dell'Ottocento che '''La Spezia''' modifica il suo aspetto di borgo chiuso assumendo il rango di capitale militare marittima, con trasformazioni sociali ed economiche che fanno passare la città da piccolo borgo con circa 11.000 abitanti alle attuali dimensioni di capoluogo di provincia.
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Con regio decreto del 30 maggio 1849 venne decisa la costruzione dell'Arsenale Militare Marittimo: la legge che approvò la definitiva collocazione dell'Arsenale Militare al'''La Spezia''' fu promulgata dal Parlamento Subalpino il 4 luglio 1857.Nel 1862 iniziano i lavori per la costruzione dell'Arsenale, che già immaginato da Napoleone, inizia a tradursi in realtà per la volontà di Cavour.Domenico Chiodo, Ufficiale del Genio Militare, è incaricato della direzione del progetto della nuova base navale.
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Chiodo si avvale della consulenza di Rendel, Presidente della Società degli Ingegneri Civili d'Inghilterra, ma, contrariamente all'opinione di quest'ultimo, favorevole alla costruzione dell'Arsenale al Varignano, dà avvio ai lavori sulla piana di San Vito presso Marola.I lavori si protraggono per sette anni, e l'arsenale viene inaugurato il 28 agosto 1869 dallo stesso generale Domenico Chiodo.
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Con la costruzione dell'Arsenale la città mutò aspetto, realizzando nuovi spazi urbani più ampi e vivibili, e conobbe un rapido sviluppo economico insieme ad un notevole incremento demografico: la popolazione raggiunse le 31.500 unità nel 1881 e le 60.000 unità a fine secolo.
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Da un punto di vista costruttivo l'Arsenale fu separato dalla città da un fossato ottenuto deviando il corso del canale Lagora, e da un muro di cinta con delle torri semicircolari (doveva essere poi costruito un altro muro di cinta per sicurezza, ma l'opera non si fece): tale muro fu costruito, nella parte superiore, sopra il cosiddetto marcapiano, con pietre irregolari di arenaria preso dalle colline di Biassa, mentre la parte bassa venne costruita in conci di pietra portoro, a tratti bugnati, provenienti dalle cave di Coregna.Degne di nota le Porte: la Porta Principale, Porta Sprugola, Porta Ospedale, Porta Ferrovia, Porta Ponente e Porta Marola.
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Nel 2002 gli edifici facenti parte della primitiva costruzione da parte di Chiodo furono sottoposti a tutela monumentale.Per altro verso, c'è però chi sottolinea che l'opera, modificando completamente lo sviluppo della città, ne ha occupato la zona di espansione, ha comportato la distruzione di chiese, di un monastero, del paese di S. Vito, raso al suolo, mentre l'adiacente Marola perde il fronte mare e la relativa passeggiata che l'univa alla città.
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La manodopera necessaria alla realizzazione di questa imponente opera richiamò al'''La Spezia''' dalle zone limitrofe e da ogni parte di Italia un gran numero lavoratori, seguiti dalle rispettive famiglie, portando ad una mescolanza di genti e culture. Il numero di abitanti della città crebbe vertiginosamente e, dopo l'epidemia di colera del 1884 che colpì duramente la popolazione e in occasione della quale perse la vita lo stesso sindaco Raffaele De Nobili, venne edificato il quartiere Umbertino; si aggiungono anche notevoli edifici pubblici, l'albergo Croce di Malta e il Teatro Politeama.
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Parallelamente all'Arsenale vengono edificate nuove fortificazioni sulle alture del Golfo e nelle zone circostanti, e nascono importanti industrie legate all'indotto militare, quali l'Odero-Terni-Orlando ed il Cantiere navale del Muggiano, senza dimenticare anche il progressivo sviluppo del porto mercantile.Nascono anche industrie come lo Jutificio del'''La Spezia''' ed i Molini Merello.
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L'Arsenale è stato sempre legato al progresso tecnico della navigazione e delle comunicazioni: infatti qui, a cura del generale del Genio Navale Giacinto Pullino, negli anni novanta del XIX secolo, fu progettato e costruito il primo sottomarino italiano, il Delfino, battello che nel 1904 fu poi radicalmente modificato in sommergibile con un progetto del Maggiore Cesare Laurenti.E ancora qui Guglielmo Marconi condusse molti dei suoi esperimenti sulle onde radio.
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Il XX secolo
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Nel 1901 '''La Spezia''' conta circa 73.000 abitanti.
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Dopo il rapido e intenso sviluppo civile ed industriale nel corso dei decenni precedenti, il nuovo secolo si apre per la città con un'attività culturale molto vivace, aperta alla modernità e alla nuova corrente artistica del Futurismo.
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Il 1904 vede la stesura di un nuovo piano regolatore e l'inizio del nuovo ospedale in sostituzione di quello antico ubicato nell'ex convento di S. Francesco.Nel 1906 in Palazzo Crozza trova sede la Biblioteca Civica; nello stesso anno viene fondata la società cittadina Spezia Calcio 1906.
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Ettore Cozzani, nel 1911 vi fonda L'Eroica, periodico futurista al quale collaborano letterati e giovani artisti, importante in particolare per la raccolta delle illustrazioni xilografiche pubblicate.
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Nel 1913 l'architetto Vincenzo Bacigalupi vi erige un nuovo teatro, il Trianon, piccola sala teatrale ricca di sculture, affreschi, velluti e stucchi, pregevole al punto da meritare un premio internazionale di architettura.
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Nel primo dopoguerra la città viene costituita in capoluogo di Provincia (1923).Dotatasi di un terzo piano urbanistico, si sviluppa ancora e si arricchisce di nuovi edifici e monumenti: il Tribunale viene costruito nel 1923 su disegno di Oreste Rossi (oggi l'edificio è divenuto sede del Centro d'Arte Contemporanea); nello stesso anno viene inaugurato il Palazzo degli Studi in piazza Verdi (architetto Armando Titta); nel 1927 viene edificato il Palazzo Boletto su progetto dell'architetto Bacigalupi.
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L'architetto Franco Oliva è molto attivo: edifica Villa Marmori nel 1923, nel 1928 il Palazzo del Governo (oggi sede della Prefettura e della Provincia) decorato da sculture opera dello spezzino Augusto Magli, nel 1933 pone mano alla radicale modifica del Teatro Civico, sempre con la collaborazione dello scultore Magli.
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Il 1933 vede anche l'inaugurazione del Palazzo delle Poste importante opera d'ispirazione razionalista dell'architetto Angiolo Mazzoni; sempre nello stesso anno viene costruito il palazzo del Littorio, d'impronta razionalista, che nel dopoguerra diventerà il Municipio.
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Il poeta futurista Marinetti, che era molto legato alla città, nel 1933 ha con Fillia l'idea di istituire il Premio di pittura Golfo del'''La Spezia''', destinato a diventare una rassegna d'arte molto importante nel primo dopoguerra e che lascerà alla città una consistente documentazione dei movimenti artistici del XX secolo.
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Tra le due guerre mondiali, nella località del Varignano, è stato sviluppato il corpo degli incursori marittimi della Marina Militare.
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Nel 1940 la popolazione raggiunge le 123.000 unità.
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Nel corso della seconda guerra mondiale, per la sua importanza industriale e militare, '''La Spezia''' subisce ripetuti attacchi aerei da parte delle forze Alleate.In particolare nel 1943 massicci bombardamenti causano devastanti danni all'Arsenale e al patrimonio storico e architettonico della città.
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Anche dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 '''La Spezia''' è ancora al centro di aspri combattimenti, anche per il fatto che vi si trova la sede operativa della Xª Flottiglia MAS, guidata da J. Valerio Borghese.Durante il periodo della Resistenza la tensione in città aumenta, sia per gli scontri con le formazioni partigiane, sia per le rappresaglie nazifasciste, costringendo la popolazione a subire pesantissime restrizioni.L'attività di repressione delle attività partigiane su tutto il territorio provinciale partiva direttamente dalla città capoluogo.Luoghi come il XXI Fanteria e la caserma della Milizia a nord della città, ora sede di un istituto scolastico, divennero tristemente famosi come siti dove si consumarono le torture ed i delitti commessi dalle milizie fasciste. '''La Spezia''' è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione essendo stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.La notte del 23 aprile 1945, le formazioni partigiane locali vinsero gli ultimi focolai di resistenza nazifascista e si impossessarono dei centri nevralgici della città, dichiarandola libera.Le prime elezioni libere diedero vita alla prima giunta comunale, la giunta della Liberazione presieduta dal sindaco Agostino Bronzi.
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'''La Spezia''', infine, è conosciuta in Israele e sulle carte geografiche israeliane con il nome di "Schàar Zion" (Porta di Sion) poiché al termine della Seconda guerra mondiale, nel 1946, su tre navi – la Fede, di Savona, (ribattezzata Dov Oz), il motoveliero Fenice (ribattezzato Elyahu Golomb) e lExodus – 1914 ebrei sopravvissuti alla Shoah salparono dal porto cittadino diretti in Palestina.
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La ricostruzione nel dopoguerra ha comportato uno spiccato rinnovamento edilizio della città spesso irrispettoso della sua identità maturata nei secoli precedenti. Viene demolito l'antico Palazzo comunale, gravemente danneggiato dai bombardamenti.
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Dopo la seconda guerra mondiale la base militare del'''La Spezia''' ha perduto importanza rispetto a quella di Taranto, più centrale nel teatro mediterraneo.Le commesse militari ed il relativo indotto hanno così gradualmente perduto d'importanza per l'economia della città.
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Dopo il calo demografico iniziato negli anni settanta a motivo della crisi e dell'emigrazione, negli anni ottanta e novanta ha inizio un processo di riconversione industriale, rivolto allo sviluppo delle attività legate alla cantieristica, alla nautica e al turismo.
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Nel 1991 la popolazione conta circa 101.400 unità.
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'''La Spezia''' ha rinnovato anche il suo impulso alla cultura con il rilancio della rete dei suoi Musei, le collezioni d'arte del Centro d'Arte Moderna e Contemporanea, le sue biblioteche, il Conservatorio "G.Puccini" nonché l'apertura di varie gallerie d'arte.
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Il 1975 vede il completamento della nuova Cattedrale, dedicata a Cristo Re dei Secoli, su disegno di Adalberto Libera.
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A fine secolo, nel 1994, viene completato il nuovo Tribunale; qualche anno più tardi (1998) viene concluso il restauro del Castello San Giorgio ed il suo pieno recupero come sede museale.
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Il XXI secolo
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Nel 2001 la città conta circa 91.400 abitanti.
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'''La Spezia''' è la cinquantesima città italiana per dimensioni ed è tra le promotrici della Rete delle Città Strategiche.
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Simboli
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left|100pxDescrizione araldica dello stemma:
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Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito decreto datato al 4 dicembre del 1923.
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Onorificenze
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Manifesto della cerimonia di assegnazione dell'onorificenza|right|200pxLa città del'''La Spezia''' è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile, il 20 gennaio 2006.
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Monumenti e luoghi d'interesse
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Architetture religiose
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La cattedrale di Cristo Re
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La chiesa Cattedrale, intitolata a Cristo Re dei Secoli, sorge sulla collina un tempo sede del Convento dei Cappuccini e domina con la sua imponente mole la centralissima Piazza Europa.
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'''La Spezia''' divenne sede di Diocesi nel 1929 e fu in quella occasione che venne indetto un concorso per il progetto della nuova cattedrale.L'architetto Brenno Del Giudice presentò il progetto risultato vincitore, ma che tuttavia rimase per lungo tempo accantonato fino al 1956, quando venne nuovamente presa in considerazione la realizzazione della cattedrale.
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Il nuovo progetto fu affidato ad Adalberto Libera; alla morte di Libera (1963), il progetto, già in fase di realizzazione, venne affidato a Cesare Galeazzi che vi apportò alcune modifiche.La cattedrale, con la sua caratteristica forma circolare, venne consacrata nel 1975.
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Contrariamente alla tradizione che vuole le chiese a croce romana o greca, la circolarità di questo tempio richiama l'ostia usata per la celebrazione della messa: l'eucarestia è il sacramento che inserisce in Cristo e quindi entrare in chiesa per i fedeli equivale ad entrare a far parte della famiglia del Salvatore, che ne è il centro con la sua Parola e il suo Sacrificio (sul presbisterio domina la Croce che è illuminata dall'unica fonte di luce proveniente dal lucernario posto al centro della copertura dell'edificio).
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L'interno è circondato da dodici massicce colonne che recano i nomi degli Apostoli.L'altare, il pulpito e il tabernacolo sono opera della scultrice Lia Godano che ha usato il marmo statuario delle Alpi Apuane, ben visibili dal'''La Spezia'''.La Chiesa è priva di affreschi; un programma di mosaici era previsto nel primo progetto di Brenno Del Giudice, ma poi non venne realizzato.
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Dal 1983, nella cripta sono state composte le spoglie della mistica spezzina Itala Mela di cui è in corso la causa di beatificazione. Vi è sepolto anche Giovanni Costantini, primo vescovo della Diocesi.
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Santa Maria Assunta
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La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta risale al XIII secolo (il primo documento in cui viene fatto riferimento alla chiesa è datato 1343); da quel momento in poi la chiesa figura come un'importante istituzione negli affari della comunità locale.
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Al suo interno si riuniva infatti il pubblico parlamento che eleggeva i due sindaci e gli otto consiglieri che affiancavano il Podestà (successivamente il Capitano), eletto invece a Genova, nell'amministrazione della città..
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A causa della sua posizione centrale la chiesa conserva un interessante patrimonio artistico, nel quale sono confluite anche alcune opere provenienti da altre istituzioni religiose soppresse nel corso degli anni, come ad esempio il convento francescano che venne annesso all'Arsenale.
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Tra queste opere ricordiamo L'incoronazione della Vergine di Andrea della Robbia, La Moltiplicazione dei Pani di Giovanni Battista Casoni ed Il Martirio di San Bartolomeo di Luca Cambiaso, e l'imponente Crocifisso di scuola ligure e risalente al XV secolo.
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La chiesa è stata duramente colpita dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale.Nel dopoguerra è stata restaurata e dotata di una nuova facciata.
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Santi Andrea e Cipriano
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Progettata dall'architetto Franco Oliva (1932-1934), sorge in via Vittorio Veneto nel complesso dell'Ospedale Civile Sant'Andrea.L'edificio, con facciata a capanna, è posto su di un piano rialzato con paramento a un bugnato grezzo.L'entrata ha un protiro sormontato da due statue di Angeli, opera dello scultore spezzino Augusto Magli, al quale si deve anche la Via Crucis in bronzo all'interno della chiesa.
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San Venerio in Migliarina
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La Pieve di San Venerio in Migliarina è l'edificio religioso medievale meglio conservato di tutta la città, scampato alle demolizioni otto-novecentesche e ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale grazie alla sua posizione decentrata. L'edificio sorge ai piedi delle colline orientali che circondano la città nel quartiere che oggi da esso prende appunto il nome de "La Pieve".
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Gli scavi archeologici degli anni ottanta hanno portato alla luce, nell'area a monte della chiesa, un insediamento della tarda Età del Ferro (VI secolo a.C.) aperto a scambi commerciali con l'Etruria da cui si importavano ceramiche pregiate quali il "bucchero pisano". La successiva colonizzazione fondiaria romana, conseguente alla fondazione della vicina colonia di Luni, è confermata dalla toponomastica del luogo, anticamente conosciuto come Antoniano, e da un muro di età repubblicana tuttora visibile attraverso una botola a livello della fondazione della chiesa romanica.
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La chiesa venne intitolata a San Venerio, eremita vissuto sull'Isola del Tino tra VI e VII secolo e patrono della città di Luni e del Golfo del'''La Spezia''', quando alla morte qui vennero portate le sue reliquie. Le frequenti incursioni saracene nella zona suggerirono, due secoli dopo circa, di trasferire le spoglie del santo a Reggio Emilia e la chiesa visse in seguito in stato di abbandono.
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Fu ricostruita nel 1084 in stile romanico, quale si presenta oggi, per volontà dei signori di Vezzano e durante il XII secolo promossa a chiesa battesimale inserita nella circoscrizione diocesana Lunense. Ebbe sempre poche cappelle dipendenti finché lo sviluppo del vicino insediamento di Migliarina e della relativa Chiesa di San Giovanni, che inizialmente dipendeva dalla pieve, non ne ridimensionarono l'importanza.
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Presenta una struttura ad una sola navata con due absidi sormontata da un massiccio campanile antecedente di 50 anni al resto della costruzione. Nella semplice facciata a capanna si apre un unico portale ad arco lunato sormontato da una bifora con capitello a foglie riconducibile al periodo gotico. Attaccato alla chiesa sorge l'oratorio di San Rocco, definitivamente ampliato alle dimensioni odierne nel 1744, e una necropoli medievale usata fino al XVI secolo.
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L'edificio è rimasto chiuso al pubblico dal 1998 al 2008 a causa dei danni prodotti al tetto da un fulmine che ha colpito la torre.
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Al suo interno vi era una pregevole Madonna con bambino dipinta dal pittore spezzino Giacomo Spinola (Jacobus Spinolotus de Spedia) verso la metà del XV secolo: trafugata nel febbraio del 1974, è stata recuperata a Torino solo nel novembre 2007.
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Santi Giovanni e Agostino
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La chiesa dei Chiesa dei S.S. Giovanni ed Agostino si trova arroccata alle spalle di Piazza S. Agostino e venne edificata nel XVI secolo, originariamente come un oratorio per il ricovero dei defunti.L'edificio ha una singola navata assai ricca di decorazioni del XVIII e del XIX secolo, il risultato è un contrasto tra l'austerità della parte esterna e lo sfarzo delle decorazioni barocche presenti nella navata e nell'abside.
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Santa Maria della Neve
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La chiesa di Santa Maria della Neve sorge sul viale Garibaldi nel centro storico cittadino.La sua costruzione risale alla fine del XIX secolo su progetto dell'architetto torinese Giuseppe Ferrari d'Orsara.
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Santa Maria della Salute
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La Chiesa di Nostra Signora della Salute, detta anche Madonna della Scorza, sorge in piazza Brin.
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Santa Rita
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La Chiesa di Santa Rita ospita un grande mosaico dell'artista spezzino contemporaneo Ferdinando Carotenuto.
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Santuario della Madonna dell'Olmo
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Il Santuario della Madonna dell'Olmo si trova sulle pendici del monte Santa Croce, il colle che sovrasta il paese di Fabiano, sul lato occidentale dell'ampio Golfo del'''La Spezia''', a circa 280 m sul livello del mare.L'inizio del culto verso l'immagine della Madonna dell'Olmo risale al 1690 circa, quando un'effigie della Vergine con il Bambino, dipinta su una lastra d'ardesia, era collocata su un muro a secco lungo la via: qui i viandanti sostavano per la preghiera.
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Del quadro (cm 47 × cm 63) non si conoscono né l'autore, né l'epoca d'origine, che, tuttavia, può collocarsi intorno alla suddetta data d'inizio della pubblica venerazione: esso raffigura la Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù; alla sua destra vi è san Giuseppe e alla sinistra, un altro santo che fu identificato, originariamente, in San Giovanni; più tardi si pensò a sant'Antonio da Padova o a san Tommaso d'Aquino.La più recente tradizione parrocchiale, infine, ha potuto identificarlo in san Nicola da Tolentino, a causa dei segni iconografici con i quali egli è rappresentato, ovvero la stella sul petto ed il giglio sulla mano sinistra.
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In origine, e poi per molto tempo, la Madonna venerata in quest'effigie, non era conosciuta come "Madonna dell'Olmo", bensì con il titolo di "Madonna del Monte", perché il luogo ove era posta si trova sul Monte Santa Croce, o anche "Madonna della Costa", da allora nome della località.Il titolo dell'Olmo si affermò in epoca molto tarda, quando già esisteva la primitiva Chiesa: esso derivò, secondo le testimonianze dei parroci di allora, da una grossa pianta d'olmo, che si trovava nel piazzale del tempio.
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Il 6 giugno 1659, con un atto notarile, il sindaco A. Carassale e alcuni agenti della corte di Fabiano, si impegnarono, in nome della popolazione, a costruire una chiesa in onore della Beata Vergine Maria; la costruzione della chiesa durò otto anni.Per oltre centosettanta anni il numero dei pellegrini andava progressivamente crescendo, sicché le dimensioni dell'oratorio si rivelarono insufficienti.
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Fu così che, il 1º giugno 1838, in una storica riunione, tutti i capifamiglia della parrocchia, convocati dal parroco Don Battista Borachia e dal presidente della Fabbriceria, il conte Gerolamo Federici, all'unanimità presero la decisione di costruire una chiesa più grande e più bella, un santuario, appunto, anche per riconoscenza alla Madonna, per la sua intercessione nell'epidemia del 1817.
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La Chiesa è stata, specialmente nel dopoguerra, ma anche tuttora, oggetto di culto e di venerazione.La seconda domenica di maggio, i devoti della Madonna del'Olmo, sono soliti effettuare un pellegrinaggio.Un tempo la salita era percorsa a piedi, partendo dalla località dei Buggi o da Fabiano Basso e percorrendo un viottolo in salita, fino ad arrivare al Santuario.Oggi il percorso si abbrevia arrivando ad oltre la metà del cammino, salendo per la Strada Litoranea sino nei pressi della chiesa di Fabiano Alto, là dove la strada incrocia l'antico sentiero.Ed era, ed è tuttora, una fila ininterrotta di fedeli che pregando, spesso in ginocchio, sale l'erta del Monte Santa Croce per raggiungere dopo non poca fatica la spianata della Chiesa.E risulta che i miracoli non sono stati pochi.
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Sant'Andrea a Fabiano Alto
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La Chiesa di Sant'Andrea è stata definita "un contenitore modesto" perché, in effetti, la struttura esterna non è certamente di pregio. Ma è l'interno che compensa questa "modestia".
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C'era un tempo una Madonna col Bambino del Trecento, in marmo, oggi trasferita al Museo Diocesano.
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Ma nella Chiesa si trovano almento tre dipinti, due su tela ed uno su ardesia degni di nota.Recentemente è stata restaurata una tela di Sant'Elena di cui si ignora come sia arrivata nella Chiesa.Comunque misura 155 × 115 centimetri, tela assai rada, cornice antica dorata a foglia, attribuibile a Francesco Guarino, (1611, 1654), considerato uno dei protagonisti della scuola napoletana del secolo XVII.
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Infine la Chiesa di Sant'Andrea è da ricordare perché vi viene ricoverata la Statua della Madonna dell'Olmo che viene portata, la seconda domenica di maggio, in pellegrinaggio al vicino Santuario della Madonna dell'Olmo, che si raggiunge con un'arrampicata lungo un sentiero a scale sul Monte Santa Croce.
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Santo Stefano protomartire di Marinasco
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La chiesa di Santo Stefano di Marinasco è una delle antiche pievi del Golfo. Essa, infatti, risale agli anni intorno al 950 d.C. e, nel corso dei secoli ha subito le conseguenze di molti dissesti geologici che la fanno apparire oggi quasi rimasta incompiuta. basti pensare, a tal proposito, che è il campanile, edificato tra il 1780 e il 1784 che sorregge la struttura. La facciata esterna è caratterizzata dall'uso della pietra arenaria e di frammenti marmorei. All'interno le navate terminano con tre absidi. Una di esse, la più profonda è segnata da una volta a ogiva con coste poggianti su mensole disposte a schema geometrico e raffiguranti animali deformi.La Chiesa ospita, inoltre un Madonna col Bambino, opera trecentesca che si trovava sulla facciata ormai distrutta.
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Architetture civili
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Palazzi
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Tra i palazzi più importanti della città sono:
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* l'ex albergo Croce di Malta, un edificio costruito nel 1875 che ospitò per molti anni la famiglia reale dei Savoia
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* Palazzo Boletto (V.Bacigalupi, 1927 - 1933)
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* Palazzo Castagnola, già residenza dei Marchesi Castagnola
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* Palazzo De Nobili, già residenza cittadina dei Marchesi De Nobili
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* Villa De Nobili, si trova sulle alture della città con annesso Mausoleo di famiglia
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* Palazzo Federici, già residenza dei Conti Federici
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* Palazzo Oldoini, già residenza dei Marchesi Oldoini
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* Palazzo Biassa, già residenza della potente famiglia dei Biassa
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* Palazzo Massa, antica residenza dei Duchi di Massa
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* Palazzo Doria, già residenza della famiglia Doria Pamphili
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* Palazzo della Veleria, (1866 - 1870) si trova all'interno dell'Arsenale Marittimo
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* Palazzo Crozza, già abitazione dei Marchesi Crozza, oggi sede della Biblioteca Civica "Ubaldo Mazzini"
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* Palazzo Comunale (F.Oliva, 1933)
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* Palazzo Contesso
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* Palazzo degli Studi (A.Titta, 1923)
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* Palazzo della Fondega (V.Bacigalupi, 1906 - 1914)
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* Palazzo delle Poste (A.Mazzoni, 1933)
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* Palazzo del Governo (F.Oliva, 1928)
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* Palazzo di Giustizia (I.Gardella, 1994)
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* Palazzo del Ghiaccio (F.Oliva, 1923)
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* Palazzo Giachino (V.Bacigalupi, 1912)
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* Palazzo Maggiani
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* Palazzo San Giorgio (R.Bibbiani, 1927)
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* Pensione Orioli (M.Costa, 1935)
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* Palazzo Vivaldi
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* Villa Marmori (F.Oliva, 1923)
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Teatri
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* Teatro Civico
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Il Teatro Civico venne inaugurato nel 1846 come primo teatro appositamente edificato a tale scopo nella città. Il progetto venne redatto dall'architetto ticinese Ippolito Cremona, interprete del neoclassicismo genovese. Dopo alcune modifiche apportate alla fine del secolo, il teatro, ormai inadatto alle esigenze di una città in continua crescita, venne abbattuto per essere sostituito da un nuovo edificio teatrale rispondente alle nuove necessità. Il nuovo progetto fu affidato all'architetto Franco Oliva, mentre lo scultore Augusto Magli fu incaricato dell'apparato decorativo. I lavori del nuovo teatro vennero terminati nel 1933.
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* Musei
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Il Museo del Castello di San Giorgio – Museo Civico Archeologico "U. Formentini" ha sede nel Castello San Giorgio ; il Museo raccoglie numerosi reperti provenienti dall'intera Lunigiana, essendo stata la città del'''La Spezia''' per lungo tempo l'unica sede museale dell'intera zona. Il museo rappresenta una tappa indispensabile per conoscere la frequentazione e l'uso del territorio lunigianese a partire dalla preistoria per giungere all'età medievale. Inoltre il castello, splendidamente restaurato da pochi anni, risulta essere il monumento più rappresentativo delle vicende storiche della città del'''La Spezia'''.
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Il Museo Civico "Amedeo Lia" è stato istituito nel 1995 e inaugurato nel dicembre 1996, grazie all'importante donazione di opere d'arte di Amedeo Lia e della sua famiglia. La raccolta comprende dipinti e miniature italiane e straniere databili dal XIII al XVIII secolo, oltre a sculture e oggetti antichi, medievali e moderni.
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La Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo: analogamente al Museo Lia, sono nati nel 2000 a seguito della donazione da parte dei coniugi Lilian ed Euro Cappellini della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita.
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Il Museo Civico Etnografico "G. Podenzana" ha un percorso espositivo che offre un'esauriente sintesi della cultura popolare lunigianense dell'Ottocento e del primo Novecento evidenziando gli aspetti più caratteristici di una società e di un territorio dall'originaria struttura di matrice feudale.
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    Il Museo Diocesano è nella centralissima via del Prione, in un edificio che per lungo tempo è stato sede della Pubblica Assistenza cittadina, la cui facciata ottocentesca nasconde l'oratorio sconsacrato di San Bernardino, in prossimità del luogo in cui nelle mura medievali sorgeva l'antica Porta Genova.
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    Il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea (CAMeC) è stato inaugurato nel 2004 ed ospita un'importante raccolta civica delle opere raccolte nelle varie edizioni del "Premio del Golfo", di quelle donate dalle collezioni Bartolini e Cozzani, oltre a quelle pervenute dalle varie manifestazioni espositive.
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    Il Museo Tecnico Navale, ubicato nell'attuale sede accanto all'ingresso principale dell'Arsenale Militare a partire dal 1958, ha una storia centenaria; esso è stato istituito con l'intento di mantenere vivo il culto e le tradizioni della marineria militare italiana. L'esposizione annovera più di 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2500 medaglie, 6500 cimeli e 2000 documenti, oltre a 5000 volumi tecnici e storici.
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    Il Museo Nazionale dei Trasporti, fondato nel 1986, espone diverse locomotive e alcuni carri ferroviari e vetture tranviarie.
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    Il Museo dello Sport, inaugurato nel 2010, ha sede fissa presso il Palazzetto dello Sport Comunale "Gianfranco Mariotti" ed è frutto dell'impegno decennale dell'omonima associazione che ha raccolto e catalogato documenti, cimeli e materiali relativi agli eventi e alle attività sportive svoltesi nel tempo a livello locale e nazionale e che hanno visto il coinvolgimento di atleti del'''La Spezia''' e Provincia.
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Architetture militari
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La più antica costruzione militare della città, in posizione collinare, è il Castello San Giorgio, la cui prima fase costruttiva è antecedente al XIII secolo. La Repubblica genovese costruì inoltre varie altre fortificazioni nel golfo a difesa dalle incursioni mussulmane.
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L'antropizzazione dell'area del golfo del'''La Spezia''' è quindi stata da sempre correlata alla funzione militare della zona.
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Su questo presupposto, il presidio cittadino non poteva certamente essere da meno, tant'è che nel tessuto cittadino, dal XIX secolo, è presente l'Arsenale Militare Marittimo, una delle più importanti e antiche basi della Marina Militare Italiana.
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Cucina
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Il pregiato olio extravergine d'oliva del'''La Spezia''' e il pepe nero sono alla base delle maggiori ricette della gastronomia spezzina, come ad esempio la tipicissima mescciüa, una zuppa di legumi e cereali.
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La focaccia, la farinata di ceci, gli sgabei, i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura sono tutte ricette tipiche della cucina ligure in generale e della gastronomia del'''La Spezia''' in particolare.
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'''La Spezia''' è nota inoltre per il suo mercato ittico in cui, tutte le mattine, è presente il pescato fresco delle acque locali, tra cui, immancabili, i muscoli e gli altri frutti di mare.
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Il territorio del comune capoluogo è legato alla produzione del vino doc Colli di Luni e del doc Cinque Terre; le uve di Tramonti (frazione di Biassa), fino al momento della crisi provocata dalla filossera (1929), erano le più rinomate del territorio provinciale.
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La frazione di Campiglia è rinomata per la produzione dello zafferano.
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Della frazione di Pitelli famosi sono i ravioli di carne, patate ed erbette.
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Ma una delle migliori specialità è costituita senza dubbio dai "muscoli" (le cozze) ripieni: la mitilicoltura, importata in città con l'arrivo delle maestranze meridionali impegnate nella costruzione dell'arsenale militare, ha avuto, fino a pochi decenni fa, gli allevamenti nei quartieri di Fossamastra e Canaletto. A seguito dell'epidemia di colera di Napoli e solo a scopo precauzionale gli allevamenti furono trasferiti a ridosso della diga foranea.
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Per le sue caratteristiche di piazzaforte militare La Spezia dovette subire gravi danni per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che hanno lasciato la città semidistrutta anche nel suo tessuto edilizio più antico.  
Per le sue caratteristiche di piazzaforte militare La Spezia dovette subire gravi danni per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che hanno lasciato la città semidistrutta anche nel suo tessuto edilizio più antico.  
La città venne poi coinvolta nella crisi delle industrie pesanti a partecipazione statale e dei cantieri di demolizione navale, cercando una nuova strada nei servizi di eccellenza alla nautica e nel terziario, riaprendosi inoltre al turismo, con la formazione del Sistema Museale e con lo sviluppo di attività ricettive; non ultima occasione, l’arrivo delle navi da crociera, per cercare un nuovo sviluppo anche compatibile con la bellezza del Golfo.
La città venne poi coinvolta nella crisi delle industrie pesanti a partecipazione statale e dei cantieri di demolizione navale, cercando una nuova strada nei servizi di eccellenza alla nautica e nel terziario, riaprendosi inoltre al turismo, con la formazione del Sistema Museale e con lo sviluppo di attività ricettive; non ultima occasione, l’arrivo delle navi da crociera, per cercare un nuovo sviluppo anche compatibile con la bellezza del Golfo.
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Versione attuale delle 07:49, 23 feb 2012

LA SPEZIA

In Dialetto: Speza
Nazione: Flag ita.gif
Regione: LIGURIA
Provincia: LA SPEZIA
Comune: LA SPEZIA
Coordinate:
Altitudine:
Google Maps:
Dialetti: SPEZZINO
Abitanti:
Densità:
Frazioni:
CAP: 19100
Patrono: SAN GIUSEPPE
Ricorrenza: 19 MARZO
Eventi:
Musei:
Parchi:
Links: COMUNE

La Spezia si trova all'estremo levante della regione Liguria, a pochi chilometri dal confine con la Toscana, al centro di un profondo golfo naturale al quale dà il nome.

Tale golfo, conosciuto anche con l'appellativo di Golfo dei Poeti, è cinto da una catena di colline, la cui cima più imponente è il monte Verrugoli, 749 m s.l.m., asperità che è situata alla periferia occidentale del centro abitato.
Il territorio comunale spezzino fa parte dell'Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Magra ed una piccola porzione del territorio comunale, rappresentata dal piccolo borgo di Tramonti e dalla circostante collina, fa parte del Parco Nazionale delle Cinque Terre.
La città sorge su un angusto lembo di terra stretto tra mare e monti; diretta conseguenza di ciò è la presenza di numerosi quartieri collinari e la disposizione piuttosto irregolare della pianta urbana, che negli anni venti ha richiesto addirittura lo sbancamento del colle dei Cappuccini (dove sorge l'attuale Piazza Europa) per consentire al centro storico lo sviluppo possibile verso est, in direzione della piana di Migliarina, poiché l'area ad ovest è occupata dall'Arsenale Militare.

Tale sviluppo urbanistico ha richiesto ingenti opere di bonifica; infatti dove oggi sorge la gran parte dello scalo portuale era un tempo un'ampia zona paludosa, detta gli Stagnoni.

Il golfo che protegge la città ha una estensione di circa 150 ettari, ed è chiuso da una diga foranea lunga circa 2.210 metri con due passaggi, quello di ponente di circa 400 metri e quello di levante di circa 200 metri.L'insenatura del golfo ha una profondità di 4,6 km ed una larghezza di 3,2 km.

Proprio la particolare conformazione del golfo, ben riparato dalla furia delle mareggiate e da possibili attacchi nemici, ha fatto sì che alLa Spezia venisse costruito uno dei più grandi arsenali della Marina Militare e, nel corso degli anni, si potesse sviluppare uno dei maggiori porti mercantili del Mar Mediterraneo. Storia:

Il toponimo e la corretta ortografia

La prima trascrizione del nome sembra risalire al 1256, in un documento redatto presso Spezam, anche se in un documento del 25 luglio 1071 appare forse per la prima volta il nome Spezia. Il nucleo del borgo è identificabile con il Poggio, nel cuore della vecchia città.

Al di là dell'etimologia del termine Spezia, sulla provenienza del quale sono state avanzate dagli studiosi numerose ipotesi, senza che si giungesse tuttavia a stabilirne l'origine precisa, le principali controversie vertono sull'utilizzo dell'articolo "La" che compare davanti al toponimo.

L'articolo fa la sua comparsa già a partire dai primi documenti redatti in volgare, ossia all'inizio del V secolo.

Dopo il Congresso di Vienna, tuttavia, con il passaggio dell'intera Liguria al Regno di Sardegna, la burocrazia decide di sopprimere l'articolo, in quanto considerato una violazione alla regola secondo la quale i nomi di città rifiutano l'articolo.Gli Spezzini non accolgono volentieri questo cambiamento e fanno più volte presente al governo centrale le loro rimostranze, senza tuttavia ottenere alcun risultato.Con la costituzione della Provincia delLa Spezia, nel 1923, le diverse denominazioni (Spezia e La Spezia) continuano a generare confusione, tanto che nel 1926 il Consiglio Comunale vota un ordine del giorno con il quale si chiede il ripristino dell'articolo nella consueta forma.

Si giunge così al 2 aprile 1930, quando viene finalmente emanato un regio decreto che rettifica ufficialmente la denominazione del nome del Comune in "La Spezia". Tuttavia, a causa della formulazione piuttosto schematica del testo della nuova Legge, si intende erroneamente il "La" – scritto con la lettera "L" maiuscola – non come un articolo declinabile, ma come una particella da utilizzare in modo invariabile davanti al nome, quasi facente parte del nome stesso. Nonostante sia passato da allora ormai molto tempo, ancora oggi è facile imbattersi in errori nella corretta declinazione dell'articolo, quali "di La Spezia", "in La Spezia" o "a La Spezia". Eppure, nello Statuto del Comune delLa Spezia si legge esplicitamente:

Altro errore comune è l'utilizzo della maiuscola nell'articolo: secondo le regole grammaticali, infatti, esso richiede la lettera maiuscola solo se ci si trova all'inizio di una frase, mentre va scritto con la minuscola in tutti gli altri casi.Da notare poi che non sempre negli elenchi alfabetici la città viene correttamente inserita alla lettera "S".

Vi è tuttavia da osservare che l'articolo non viene utilizzato nel dialetto locale.Non a caso, gli abitanti della città e della provincia, anche quando parlano in italiano, non usano mai l'articolo, utilizzando comunemente espressioni quali "sono di Spezia" o "vado a Spezia". Dai primi insediamenti all'epoca bizantina

Il territorio spezzino e le terre circostanti furono abitati già in tempi preistorici, come testimoniano sia le numerose statue stele scoperte in varie località che i reperti dell'età del bronzo e di quella del ferro ritrovati in varie occasioni sulle alture del Golfo e delle vallate adiacenti. Più tardi, in epoca storica, la zona di Luni si trovò al margine del territorio etrusco.

Le zone del Levante ligure fino al Magra videro lo stanziamento delle popolazioni dei Liguri, sottomessi nel 155 a.C. dal console Marco Claudio Marcello.

Le origini delLa Spezia sono legate alla colonizzazione romana e si intrecciano comunque con le vicende di Luni, il centro senza dubbio più importante di tutta la zona durante tutta l'epoca classica (foro, anfiteatro).

La rete viaria della zona era limitata dalle montagne del retroterra cosicché da Roma la via Aurelia terminava a Pisa e il collegamento via terra da Luni con il resto del ponente ligure e la Gallia avveniva soprattutto attraverso la pianura padana (via Aemilia Scauri). Altra importante via di collegamento tra Luni e Parma era la Strada delle cento miglia che arrivava dal Malpasso, oggi Passo del Lagastrello. Per i collegamenti via mare il golfo spezzino invece costituiva un sicuro appoggio per la normale navigazione di cabotaggio.

Nella ripartizione di Augusto la zona, come il resto della Liguria, apparteneva alla Regio IX, il cui confine orientale era segnato dal corso inferiore del fiume Macra, mentre Luna apparteneva alla Regio VII.

Conferme archeologiche di permanenti insediamenti romani sul sito delLa Spezia sono emerse in varie occasioni: nella zona di San Vito (Marola) nel 1914 sono state rinvenute tre anfore vinarie romane a una profondità di nove metri, databili al I secolo d.C. (mentre una calotta cranica è stata invece trovata a 14,50 metri di profondità e pertanto databile al 1000 a.C. circa). Ancora a San Vito resti di una villa romana sono stati distrutti per la costruzione dell'Arsenale. Nella zona dellAntoniano (cioè l'attuale Pieve di S. Venerio a Migliarina) esisteva un oppidum preromano, che forse è da identificarsi con il Boron indicato nella Tavola Peutingeriana come stazione navale; peraltro nella zona di Migliarina esiste una Via di Boron ripresa sicuramente dalla località menzionata nella Tavola Peutingeriana. Sempre nella zona della Pieve sono stati raccolte ceramiche e scorie ferrose a conferma di un insediamento romano. La presenza romana è anche ampiamente documentata all'interno del Golfo: ville patrizie al Varignano, a Muggiano. Portus Veneris è citata nel 161 nel portolano dell'imperatore Antonino Pio. Altre memorie dell'epoca classica ben più consistenti sono i siti archeologici della città di Luni, di Bocca di Magra e di Ameglia.

Il Cristianesimo si diffonde nella zona verosimilmente agli inizi del III secolo mentre l'organizzazione e la crescita della Diocesi sono più tarde risalendo agli inizi del V secolo quando, ormai alla fine dell'Impero romano, si apre per la regione il periodo alto medievale.

Con la caduta dell'Impero romano dopo il V secolo si ebbe la devastazione da parte dei barbari (Eruli e Goti).

Dopo la dominazione gotica, il territorio di Luni e la regione del golfo vengono riconquistati da Narsete nel 552 a conclusione della guerra gotica e, sotto il dominio bizantino, passano all'Esarcato d'Italia con la formazione della Provincia bizantina di Liguria. Dal VII al XII secolo, dai vescovi di Luni all'influenza genovese

Tornata ai Bizantini dopo le guerre gotiche, ebbe una breve ripresa.In questo periodo San Venerio fu monaco nel cenobio dell'isola del Tino, dove morì nel 630.

I Longobardi conquistano la Liguria nel 642 con il loro re Rotari e la sottomettono completamente con Liutprando: Luni e la sua regione vengono annesse al ducato di Tuscia con capitale Lucca, staccando l'area dal ducato di Liguria.

La politica locale dei sovrani longobardi è spesso rivolta a contrastare l'autorità dei vescovi di Luni.

Alla caduta del regno longobardo nel 773 la regione passa sotto il dominio franco ad opera di Carlo Magno, sotto il quale i vescovi acquisiscono un potere temporale come Vescovi-Conti.

Nell'860 la zona è saccheggiata dai Normanni che a Luni ne uccidono il vescovo Ceccardo.

Nello stesso IX secolo la regione comincia a subire il flagello delle incursioni arabe al punto che, un secolo dopo, a causa degli incessanti saccheggi dal mare, dei rapimenti di persone e delle devastazioni procurate, il conseguente decadimento del territorio e la diffusa malaria, Luni finsce con l'essere abbandonata dalla sua popolazione (la diocesi vi rimarrà ancora formalmente fino al 1204, quando verrà trasferita a Sarzana da papa Innocenzo III).

Nel IX secolo il centro principale della zona del golfo era Vesigna, che sorgeva sul colle di Marinasco; è da Vesigna che procede verso il mare una migrazione di popolazione che, unendosi agli insediamenti già esistenti in loco, contribuirà alla formazione del primo borgo sul Poggio delLa Spezia e al suo sviluppo nei secoli X e XI.

Nel X secolo la zona entra a far parte della marca Obertenga.

Il tardo periodo medievale vide una progressiva frammentazione politica e culturale della zona, con la nascita di piccole signorie locali, come quelle dei di Vezzano, dei da Passano e dei di Lavagna.

Agli inizi del XII secolo Genova acquista il borgo di Porto Venere e accresce la sua influenza sull'estremo Levante ligure.Questa novità è importante poiché consente a questi territori il loro progressivo affrancamento dal regime feudale e la loro crescita. Il borgo di Spezia ha già raggiunto una certa importanza nel XII secolo: è infatti già citato in alcuni documenti commerciali del 1160 in cui sono menzionati Bonus Johannes e Baldus de Specia. XIII secolo

Vesigna nel (1223) e Càrpena nel (1224) entrano nell'orbita della Compagna genovese e quindi, con loro, anche il borgo di Spezia.

Già nella prima metà del XIII secolo, La Spezia comincia ad affrancarsi da Càrpena grazie al proprio sviluppo mercantile e all'industria del sale. Nel 1254 Genova sottrae Lerici a Pisa e accresce così il proprio controllo sul Golfo. Un documento notarile rogato nel 1256 riporta un'antica trascrizione del termine Spezam.

Ma per quasi vent'anni il borgo di Spezia si trova a essere svincolato dal dominio genovese, quando cioè Nicolò Fieschi ne fa il centro, tra il 1256 e il 1273, di una propria effimera Signoria guelfa, estesa da Sarzana a Lavagna e in contrapposizione a Genova.Al periodo del Fieschi risalgono la prima fase di costruzione del Castello San Giorgio, sulla collina del Poggio e la fortificazione della città.

L'indipendenza del borgo spezzino ha però termine nel 1273, quando Oberto Doria muove contro Nicolò e, partendo da Porto Venere, espugna la città e incendia il Castello San Giorgio; la Repubblica di Genova riacquista così definitivamente la piena sovranità sul borgo. XIV secolo

Con il passare del tempo il borgo di Spezia va incontro ad importanti progressi urbani, sociali ed economici connessi all'estrazione e all'esportazione del sale.

Il castello viene restaurato nel 1343 per volere di Simone Boccanegra, primo dei Dogi a vita genovesi, che vi nomina anche un Podestà.

Nel 1371 vengono erette le mura di difesa ed alcuni edifici pubblici. Delle mura trecentesche rimangono tuttora alcuni tratti con i camminamenti e le merlature ghibelline; sembra che le porte d'accesso alla città, protette da altrettante torri, fossero cinque: S. Maria, S. Andrea, Nuova, Romana e Marina.

La cattedrale di Santa Maria era all'esterno della cinta muraria.Nel 1390 viene edificato il convento di Sant'Agostino.

La fine del secolo vede il declino della potenza genovese in lotta con Venezia e, dopo un periodo di lotte intestine, il prevalere della dinastia milanese dei Visconti su Genova stessa e su tutta la Liguria e anche sulLa Spezia. XV secolo

Nel 1407 La Spezia riesce a dotarsi di propri Statuti e nomina dapprima un Podestà, figura con prerogative solamente politiche, e in un secondo tempo un Capitano che oltre a quelle politiche assomma anche le funzioni militari.

Il 1412 vede la fine vittoriosa della guerra di Genova contro Firenze, nonostante la rivolta (guidata dai Fieschi) di molte località del golfo.La Spezia, che è rimasta fedele alla Repubblica, può distruggere Carpena e affermarsi così come centro principale. Nel 1420 si dà l'avvio alla costruzione del Palazzo comunale, sede dell'autorità cittadina e luogo di assemblee.

Qualche decennio dopo la regione è coinvolta nella guerra del 1436 condotta contro Genova da parte di Filippo Maria Visconti, Duca di Milano, e delle devastazioni operate dal suo condottiero Niccolò Piccinino. In questa occasione fu necessario demolire la cattedrale di Santa Maria che, essendo all'esterno delle mura, non poteva essere sottratta al saccheggio.Più tardi, nel 1471, la Chiesa di S.Maria venne ricostruita e protetta allargando appositamente la cinta muraria della città.

Poco più tardi viene fondato lOspedale di Sant'Andrea (1480). Come negli altri centri italiani dell'epoca, anche qui sorgono numerose Confraternite quali quella dell'Annunziata e quella di S.Antonio abate. XVI secolo

Tra il XVI ed il XVII secolo Sarzana in realtà è ancora il centro principale della Lunigiana, vasta area che comprende, fra le altre, anche buona parte dei territori del Golfo e delle zone circostanti; il suo primato regge però solo fino a quando non si profila in modo evidente la supremazia di un nuovo centro, La Spezia, eretto sede del Vicariato della riviera orientale da Pietra Corice a Capo Corvo.Lo sviluppo della città continua fino al XVII secolo, quando la regione ormai consolidata è destinata a mantenersi inalterata fino alle soglie dell'età industriale. I primi decenni del XVI secolo vedono scacciata con alterne vicende l'influenza francese sulla Repubblica genovese, e poi l'affermarsi di quella imperiale di Carlo V (1528).

Nell'estate del 1533 il papa Clemente VII, di ritorno da Marsiglia, sosta nella città ed il pittore spezzino Antonio da Carpena è incaricato di dipingere alcuni quadri in onore del Pontefice.

Nell'autunno del 1541 l'imperatore Carlo V raduna nel porto spezzino un contingente della flotta destinata alla sfortunata spedizione contro la base ottomana di Algeri ed il pirata Barbarossa.

Nel 1560 ha inizio la costruzione della fortezza di S. Maria nei pressi del Varignano a difesa dalle continue incursioni dei pirati ottomani.

Ai primi di agosto dell'anno 1571 una flotta di ottanta galee spagnole, al comando di don Giovanni d'Austria, si pone alla fonda nel porto delLa Spezia, in attesa di unirsi al contingente delle altre galee messe a disposizione dalla Repubblica di Genova e dal duca di Savoia.Nel golfo spezzino vengono anche imbarcati soldati tedeschi e un piccolo esercito di quattrocento uomini del duca di Parma, Alessandro Farnese.Il 4 agosto la flotta riprende il mare diretta a Messina, per unirsi alle centocinque galee veneziane, alle dodici pontificie e a quelle dei Doria, di Malta e degli alleati minori.L'intera flotta, in tutto duecentosette unità, si dirigerà quindi in Grecia per affrontare quella turca nella battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571). XVII e XVIII secolo

Nel 1606 la Repubblica genovese opera un'ulteriore fase di rafforzamento del Castello San Giorgio per adeguarlo alla potenza distruttiva delle nuove armi da fuoco; Genova procede inoltre all'edificazione di altre fortezze nel Golfo nell'intento di crearsi un potente baluardo nell'estremo levante del proprio territorio. La città gode di nuovi ampliamenti e l'antico Palazzo del Comune, sorto nel 1420 e sede del Capitano, viene radicalmente rinnovato.

Genova tuttavia non concede un'eccessiva libertà al libero sviluppo delle attività mercantili locali e la vita economica ristagna.Per fornire nuovo impulso ai commerci, nel 1654 la Repubblica decide di consentire agli ebrei di stabilirsi in città: vengono istituiti mercati e fiere per gli scambi e San Giuseppe diventa il patrono delLa Spezia. Nel 1656 in tutta la Liguria si verifica una terribile epidemia di peste. Nel 1724 il governo della Repubblica genovese decide la costruzione al Varignano di un Lazzaretto per la quarantena delle merci e delle persone. L'importanza della città cresce nel tempo senza dubbio grazie anche alla natura di caposaldo militare svolta dal suo Golfo: così, nel 1757, la Repubblica di Genova decide di sostituire la figura del Capitano con quella di Governatore delLa Spezia.

Ma con il volgere del secolo sono ormai alle porte i rivolgimenti portati dalla Rivoluzione Francese e dalla napoleonica campagna d'Italia: nel 1797 la storica Repubblica Genovese cade e con la sua fine La Spezia entra a far parte della Repubblica Ligure come capoluogo del Dipartimento del Golfo di Venere. Il XIX secolo

Nel 1805 la Repubblica Ligure viene annessa all'Impero Francese. La Spezia viene inserita nel Dipartimento degli Appennini, con capoluogo Chiavari, nella Circoscrizione di Sarzana.

Anche Napoleone è consapevole dell'importanza militare delLa Spezia e la eleva al rango di sede di Distretto: La Spezia viene dichiarata porto militare con decreto imperiale in data 11 maggio 1808; si pensa già anche di costruirvi di un Arsenale. Alla caduta di Napoleone segue la Restaurazione: la Liguria è annessa al Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele I (4 gennaio 1815); La Spezia è sede dellIntendenza della Provincia di Levante.

Ha inizio un primo sviluppo come località di villeggiatura balneare e poi come centro marittimo.Sono anni di crescita demografica; nel 1823 la città diviene capoluogo ed inizia un'attività edificatoria di opere pubbliche; il Teatro Civico, progettato da Ippolito Cremona, viene inaugurato nel 1846.Nell'estate del 1827 vi transita Alessandro Manzoni con tutta la famiglia, proveniente da Genova e diretto a Firenze.

Nel 1849 il Governo piemontese prende la prima decisione di costruire alLa Spezia l'Arsenale.Questa decisione sarà il principio di un profondo e radicale cambiamento della città sotto ogni punto di vista. I lavori dureranno dal 1862 al 1869.A seguito della forte immigrazione, la città, che nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia assommava a poco più di 15.000 persone, vedrà aumentare rapidamente la sua popolazione. Nel settembre del 1853, Richard Wagner sbarca alLa Spezia durante un viaggio di piacere in Italia. Pernottando in una locanda al civico 45 di via del Prione (Palazzo Doria) trova per caso l'ispirazione per il preludio de L'oro del Reno e dell'intera Tetralogia.

Il 2 settembre 1862 Giuseppe Garibaldi, ferito all'Aspromonte, è condotto al forte del Varignano e ricoverato nel Lazzaretto, al secondo piano dell'edificio centrale: la notizia del suo ferimento fa in breve tempo il giro del mondo.Al suo capezzale accorrono, oltre ai medici italiani Di Negro, Palasciano, Porta e Bertanti, Partrige dall'Inghilterra, Pirogoff dalla Russia e Nelaton dalla Francia.Dal Varignano, il 22 ottobre, Garibaldi è trasferito alLa Spezia all'Albergo Milano (attuale sede dell'Ammiragliato) ed infine a Pisa dove il 23 novembre 1862 viene operato da Ferdinando Zannetti che gli estrae la pallottola dal piede. Nel 1870 viene steso un piano regolatore per adeguare lo sviluppo della città alle nuove necessità indotte dalla costruzione dell'arsenale appena terminato: vengono tracciati nuovi viali, si programma l'espansione della città verso levante, viene costruito il quartiere Umbertino per la manodopera richiamata in città per i lavori dell'Arsenale e per quelli relativi alle opere di fortificazione del golfo. Altra immigrazione è legata all'arrivo del personale militare stanziato in città.

Sorgono lAlbergo Croce di Malta ed il Politeama Duca di Genova (che verrà però demolito nel 1933 in conformità al nuovo piano regolatore).

La popolazione arriva a contare circa 37.000 abitanti poco prima del 1884, anno in cui la città è colpita da una grave epidemia di colera.

Viene presa l'importante decisione di costruire anche il porto mercantile ed i lavori hanno inizio nel 1891.Viene anche aperta la linea ferroviaria che collega La Spezia a Parma, conosciuta come Pontremolese.A fine secolo il Comune costruisce la prima officina elettrica, a Valdellora, per l'illuminazione pubblica e privata e avvia una rete di trasporto pubblico. La costruzione dell'Arsenale

Per tutto il XIX secolo la città conserva anche un carattere fortemente turistico, ed è spesso sede delle vacanze dei Savoia e del Re, che soleva risiedere presso l'hotel Croce di Malta, attualmente residenza privata dirimpetto al lungomare ed ai giardini pubblici.Ma è verso la seconda metà dell'Ottocento che La Spezia modifica il suo aspetto di borgo chiuso assumendo il rango di capitale militare marittima, con trasformazioni sociali ed economiche che fanno passare la città da piccolo borgo con circa 11.000 abitanti alle attuali dimensioni di capoluogo di provincia.

Con regio decreto del 30 maggio 1849 venne decisa la costruzione dell'Arsenale Militare Marittimo: la legge che approvò la definitiva collocazione dell'Arsenale Militare alLa Spezia fu promulgata dal Parlamento Subalpino il 4 luglio 1857.Nel 1862 iniziano i lavori per la costruzione dell'Arsenale, che già immaginato da Napoleone, inizia a tradursi in realtà per la volontà di Cavour.Domenico Chiodo, Ufficiale del Genio Militare, è incaricato della direzione del progetto della nuova base navale.

Chiodo si avvale della consulenza di Rendel, Presidente della Società degli Ingegneri Civili d'Inghilterra, ma, contrariamente all'opinione di quest'ultimo, favorevole alla costruzione dell'Arsenale al Varignano, dà avvio ai lavori sulla piana di San Vito presso Marola.I lavori si protraggono per sette anni, e l'arsenale viene inaugurato il 28 agosto 1869 dallo stesso generale Domenico Chiodo.

Con la costruzione dell'Arsenale la città mutò aspetto, realizzando nuovi spazi urbani più ampi e vivibili, e conobbe un rapido sviluppo economico insieme ad un notevole incremento demografico: la popolazione raggiunse le 31.500 unità nel 1881 e le 60.000 unità a fine secolo.

Da un punto di vista costruttivo l'Arsenale fu separato dalla città da un fossato ottenuto deviando il corso del canale Lagora, e da un muro di cinta con delle torri semicircolari (doveva essere poi costruito un altro muro di cinta per sicurezza, ma l'opera non si fece): tale muro fu costruito, nella parte superiore, sopra il cosiddetto marcapiano, con pietre irregolari di arenaria preso dalle colline di Biassa, mentre la parte bassa venne costruita in conci di pietra portoro, a tratti bugnati, provenienti dalle cave di Coregna.Degne di nota le Porte: la Porta Principale, Porta Sprugola, Porta Ospedale, Porta Ferrovia, Porta Ponente e Porta Marola.

Nel 2002 gli edifici facenti parte della primitiva costruzione da parte di Chiodo furono sottoposti a tutela monumentale.Per altro verso, c'è però chi sottolinea che l'opera, modificando completamente lo sviluppo della città, ne ha occupato la zona di espansione, ha comportato la distruzione di chiese, di un monastero, del paese di S. Vito, raso al suolo, mentre l'adiacente Marola perde il fronte mare e la relativa passeggiata che l'univa alla città.

La manodopera necessaria alla realizzazione di questa imponente opera richiamò alLa Spezia dalle zone limitrofe e da ogni parte di Italia un gran numero lavoratori, seguiti dalle rispettive famiglie, portando ad una mescolanza di genti e culture. Il numero di abitanti della città crebbe vertiginosamente e, dopo l'epidemia di colera del 1884 che colpì duramente la popolazione e in occasione della quale perse la vita lo stesso sindaco Raffaele De Nobili, venne edificato il quartiere Umbertino; si aggiungono anche notevoli edifici pubblici, l'albergo Croce di Malta e il Teatro Politeama.

Parallelamente all'Arsenale vengono edificate nuove fortificazioni sulle alture del Golfo e nelle zone circostanti, e nascono importanti industrie legate all'indotto militare, quali l'Odero-Terni-Orlando ed il Cantiere navale del Muggiano, senza dimenticare anche il progressivo sviluppo del porto mercantile.Nascono anche industrie come lo Jutificio delLa Spezia ed i Molini Merello.

L'Arsenale è stato sempre legato al progresso tecnico della navigazione e delle comunicazioni: infatti qui, a cura del generale del Genio Navale Giacinto Pullino, negli anni novanta del XIX secolo, fu progettato e costruito il primo sottomarino italiano, il Delfino, battello che nel 1904 fu poi radicalmente modificato in sommergibile con un progetto del Maggiore Cesare Laurenti.E ancora qui Guglielmo Marconi condusse molti dei suoi esperimenti sulle onde radio. Il XX secolo

Nel 1901 La Spezia conta circa 73.000 abitanti. Dopo il rapido e intenso sviluppo civile ed industriale nel corso dei decenni precedenti, il nuovo secolo si apre per la città con un'attività culturale molto vivace, aperta alla modernità e alla nuova corrente artistica del Futurismo.

Il 1904 vede la stesura di un nuovo piano regolatore e l'inizio del nuovo ospedale in sostituzione di quello antico ubicato nell'ex convento di S. Francesco.Nel 1906 in Palazzo Crozza trova sede la Biblioteca Civica; nello stesso anno viene fondata la società cittadina Spezia Calcio 1906.

Ettore Cozzani, nel 1911 vi fonda L'Eroica, periodico futurista al quale collaborano letterati e giovani artisti, importante in particolare per la raccolta delle illustrazioni xilografiche pubblicate.

Nel 1913 l'architetto Vincenzo Bacigalupi vi erige un nuovo teatro, il Trianon, piccola sala teatrale ricca di sculture, affreschi, velluti e stucchi, pregevole al punto da meritare un premio internazionale di architettura.

Nel primo dopoguerra la città viene costituita in capoluogo di Provincia (1923).Dotatasi di un terzo piano urbanistico, si sviluppa ancora e si arricchisce di nuovi edifici e monumenti: il Tribunale viene costruito nel 1923 su disegno di Oreste Rossi (oggi l'edificio è divenuto sede del Centro d'Arte Contemporanea); nello stesso anno viene inaugurato il Palazzo degli Studi in piazza Verdi (architetto Armando Titta); nel 1927 viene edificato il Palazzo Boletto su progetto dell'architetto Bacigalupi.

L'architetto Franco Oliva è molto attivo: edifica Villa Marmori nel 1923, nel 1928 il Palazzo del Governo (oggi sede della Prefettura e della Provincia) decorato da sculture opera dello spezzino Augusto Magli, nel 1933 pone mano alla radicale modifica del Teatro Civico, sempre con la collaborazione dello scultore Magli.

Il 1933 vede anche l'inaugurazione del Palazzo delle Poste importante opera d'ispirazione razionalista dell'architetto Angiolo Mazzoni; sempre nello stesso anno viene costruito il palazzo del Littorio, d'impronta razionalista, che nel dopoguerra diventerà il Municipio.

Il poeta futurista Marinetti, che era molto legato alla città, nel 1933 ha con Fillia l'idea di istituire il Premio di pittura Golfo delLa Spezia, destinato a diventare una rassegna d'arte molto importante nel primo dopoguerra e che lascerà alla città una consistente documentazione dei movimenti artistici del XX secolo.

Tra le due guerre mondiali, nella località del Varignano, è stato sviluppato il corpo degli incursori marittimi della Marina Militare.

Nel 1940 la popolazione raggiunge le 123.000 unità. Nel corso della seconda guerra mondiale, per la sua importanza industriale e militare, La Spezia subisce ripetuti attacchi aerei da parte delle forze Alleate.In particolare nel 1943 massicci bombardamenti causano devastanti danni all'Arsenale e al patrimonio storico e architettonico della città.

Anche dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 La Spezia è ancora al centro di aspri combattimenti, anche per il fatto che vi si trova la sede operativa della Xª Flottiglia MAS, guidata da J. Valerio Borghese.Durante il periodo della Resistenza la tensione in città aumenta, sia per gli scontri con le formazioni partigiane, sia per le rappresaglie nazifasciste, costringendo la popolazione a subire pesantissime restrizioni.L'attività di repressione delle attività partigiane su tutto il territorio provinciale partiva direttamente dalla città capoluogo.Luoghi come il XXI Fanteria e la caserma della Milizia a nord della città, ora sede di un istituto scolastico, divennero tristemente famosi come siti dove si consumarono le torture ed i delitti commessi dalle milizie fasciste. La Spezia è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione essendo stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.La notte del 23 aprile 1945, le formazioni partigiane locali vinsero gli ultimi focolai di resistenza nazifascista e si impossessarono dei centri nevralgici della città, dichiarandola libera.Le prime elezioni libere diedero vita alla prima giunta comunale, la giunta della Liberazione presieduta dal sindaco Agostino Bronzi.

La Spezia, infine, è conosciuta in Israele e sulle carte geografiche israeliane con il nome di "Schàar Zion" (Porta di Sion) poiché al termine della Seconda guerra mondiale, nel 1946, su tre navi – la Fede, di Savona, (ribattezzata Dov Oz), il motoveliero Fenice (ribattezzato Elyahu Golomb) e lExodus – 1914 ebrei sopravvissuti alla Shoah salparono dal porto cittadino diretti in Palestina.

La ricostruzione nel dopoguerra ha comportato uno spiccato rinnovamento edilizio della città spesso irrispettoso della sua identità maturata nei secoli precedenti. Viene demolito l'antico Palazzo comunale, gravemente danneggiato dai bombardamenti.

Dopo la seconda guerra mondiale la base militare delLa Spezia ha perduto importanza rispetto a quella di Taranto, più centrale nel teatro mediterraneo.Le commesse militari ed il relativo indotto hanno così gradualmente perduto d'importanza per l'economia della città.

Dopo il calo demografico iniziato negli anni settanta a motivo della crisi e dell'emigrazione, negli anni ottanta e novanta ha inizio un processo di riconversione industriale, rivolto allo sviluppo delle attività legate alla cantieristica, alla nautica e al turismo. Nel 1991 la popolazione conta circa 101.400 unità.

La Spezia ha rinnovato anche il suo impulso alla cultura con il rilancio della rete dei suoi Musei, le collezioni d'arte del Centro d'Arte Moderna e Contemporanea, le sue biblioteche, il Conservatorio "G.Puccini" nonché l'apertura di varie gallerie d'arte.

Il 1975 vede il completamento della nuova Cattedrale, dedicata a Cristo Re dei Secoli, su disegno di Adalberto Libera. A fine secolo, nel 1994, viene completato il nuovo Tribunale; qualche anno più tardi (1998) viene concluso il restauro del Castello San Giorgio ed il suo pieno recupero come sede museale. Il XXI secolo

Nel 2001 la città conta circa 91.400 abitanti. La Spezia è la cinquantesima città italiana per dimensioni ed è tra le promotrici della Rete delle Città Strategiche. Simboli

left|100pxDescrizione araldica dello stemma:

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito decreto datato al 4 dicembre del 1923.

Onorificenze

Manifesto della cerimonia di assegnazione dell'onorificenza|right|200pxLa città delLa Spezia è stata insignita della Medaglia d'oro al merito civile, il 20 gennaio 2006.


Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose La cattedrale di Cristo Re

La chiesa Cattedrale, intitolata a Cristo Re dei Secoli, sorge sulla collina un tempo sede del Convento dei Cappuccini e domina con la sua imponente mole la centralissima Piazza Europa.

La Spezia divenne sede di Diocesi nel 1929 e fu in quella occasione che venne indetto un concorso per il progetto della nuova cattedrale.L'architetto Brenno Del Giudice presentò il progetto risultato vincitore, ma che tuttavia rimase per lungo tempo accantonato fino al 1956, quando venne nuovamente presa in considerazione la realizzazione della cattedrale.

Il nuovo progetto fu affidato ad Adalberto Libera; alla morte di Libera (1963), il progetto, già in fase di realizzazione, venne affidato a Cesare Galeazzi che vi apportò alcune modifiche.La cattedrale, con la sua caratteristica forma circolare, venne consacrata nel 1975.

Contrariamente alla tradizione che vuole le chiese a croce romana o greca, la circolarità di questo tempio richiama l'ostia usata per la celebrazione della messa: l'eucarestia è il sacramento che inserisce in Cristo e quindi entrare in chiesa per i fedeli equivale ad entrare a far parte della famiglia del Salvatore, che ne è il centro con la sua Parola e il suo Sacrificio (sul presbisterio domina la Croce che è illuminata dall'unica fonte di luce proveniente dal lucernario posto al centro della copertura dell'edificio).

L'interno è circondato da dodici massicce colonne che recano i nomi degli Apostoli.L'altare, il pulpito e il tabernacolo sono opera della scultrice Lia Godano che ha usato il marmo statuario delle Alpi Apuane, ben visibili dalLa Spezia.La Chiesa è priva di affreschi; un programma di mosaici era previsto nel primo progetto di Brenno Del Giudice, ma poi non venne realizzato.

Dal 1983, nella cripta sono state composte le spoglie della mistica spezzina Itala Mela di cui è in corso la causa di beatificazione. Vi è sepolto anche Giovanni Costantini, primo vescovo della Diocesi. Santa Maria Assunta

La Chiesa Abbaziale di Santa Maria Assunta risale al XIII secolo (il primo documento in cui viene fatto riferimento alla chiesa è datato 1343); da quel momento in poi la chiesa figura come un'importante istituzione negli affari della comunità locale.

Al suo interno si riuniva infatti il pubblico parlamento che eleggeva i due sindaci e gli otto consiglieri che affiancavano il Podestà (successivamente il Capitano), eletto invece a Genova, nell'amministrazione della città..

A causa della sua posizione centrale la chiesa conserva un interessante patrimonio artistico, nel quale sono confluite anche alcune opere provenienti da altre istituzioni religiose soppresse nel corso degli anni, come ad esempio il convento francescano che venne annesso all'Arsenale.

Tra queste opere ricordiamo L'incoronazione della Vergine di Andrea della Robbia, La Moltiplicazione dei Pani di Giovanni Battista Casoni ed Il Martirio di San Bartolomeo di Luca Cambiaso, e l'imponente Crocifisso di scuola ligure e risalente al XV secolo.

La chiesa è stata duramente colpita dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale.Nel dopoguerra è stata restaurata e dotata di una nuova facciata. Santi Andrea e Cipriano

Progettata dall'architetto Franco Oliva (1932-1934), sorge in via Vittorio Veneto nel complesso dell'Ospedale Civile Sant'Andrea.L'edificio, con facciata a capanna, è posto su di un piano rialzato con paramento a un bugnato grezzo.L'entrata ha un protiro sormontato da due statue di Angeli, opera dello scultore spezzino Augusto Magli, al quale si deve anche la Via Crucis in bronzo all'interno della chiesa. San Venerio in Migliarina

La Pieve di San Venerio in Migliarina è l'edificio religioso medievale meglio conservato di tutta la città, scampato alle demolizioni otto-novecentesche e ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale grazie alla sua posizione decentrata. L'edificio sorge ai piedi delle colline orientali che circondano la città nel quartiere che oggi da esso prende appunto il nome de "La Pieve".

Gli scavi archeologici degli anni ottanta hanno portato alla luce, nell'area a monte della chiesa, un insediamento della tarda Età del Ferro (VI secolo a.C.) aperto a scambi commerciali con l'Etruria da cui si importavano ceramiche pregiate quali il "bucchero pisano". La successiva colonizzazione fondiaria romana, conseguente alla fondazione della vicina colonia di Luni, è confermata dalla toponomastica del luogo, anticamente conosciuto come Antoniano, e da un muro di età repubblicana tuttora visibile attraverso una botola a livello della fondazione della chiesa romanica.

La chiesa venne intitolata a San Venerio, eremita vissuto sull'Isola del Tino tra VI e VII secolo e patrono della città di Luni e del Golfo delLa Spezia, quando alla morte qui vennero portate le sue reliquie. Le frequenti incursioni saracene nella zona suggerirono, due secoli dopo circa, di trasferire le spoglie del santo a Reggio Emilia e la chiesa visse in seguito in stato di abbandono.

Fu ricostruita nel 1084 in stile romanico, quale si presenta oggi, per volontà dei signori di Vezzano e durante il XII secolo promossa a chiesa battesimale inserita nella circoscrizione diocesana Lunense. Ebbe sempre poche cappelle dipendenti finché lo sviluppo del vicino insediamento di Migliarina e della relativa Chiesa di San Giovanni, che inizialmente dipendeva dalla pieve, non ne ridimensionarono l'importanza.

Presenta una struttura ad una sola navata con due absidi sormontata da un massiccio campanile antecedente di 50 anni al resto della costruzione. Nella semplice facciata a capanna si apre un unico portale ad arco lunato sormontato da una bifora con capitello a foglie riconducibile al periodo gotico. Attaccato alla chiesa sorge l'oratorio di San Rocco, definitivamente ampliato alle dimensioni odierne nel 1744, e una necropoli medievale usata fino al XVI secolo.

L'edificio è rimasto chiuso al pubblico dal 1998 al 2008 a causa dei danni prodotti al tetto da un fulmine che ha colpito la torre.

Al suo interno vi era una pregevole Madonna con bambino dipinta dal pittore spezzino Giacomo Spinola (Jacobus Spinolotus de Spedia) verso la metà del XV secolo: trafugata nel febbraio del 1974, è stata recuperata a Torino solo nel novembre 2007. Santi Giovanni e Agostino

La chiesa dei Chiesa dei S.S. Giovanni ed Agostino si trova arroccata alle spalle di Piazza S. Agostino e venne edificata nel XVI secolo, originariamente come un oratorio per il ricovero dei defunti.L'edificio ha una singola navata assai ricca di decorazioni del XVIII e del XIX secolo, il risultato è un contrasto tra l'austerità della parte esterna e lo sfarzo delle decorazioni barocche presenti nella navata e nell'abside. Santa Maria della Neve

La chiesa di Santa Maria della Neve sorge sul viale Garibaldi nel centro storico cittadino.La sua costruzione risale alla fine del XIX secolo su progetto dell'architetto torinese Giuseppe Ferrari d'Orsara. Santa Maria della Salute

La Chiesa di Nostra Signora della Salute, detta anche Madonna della Scorza, sorge in piazza Brin. Santa Rita

La Chiesa di Santa Rita ospita un grande mosaico dell'artista spezzino contemporaneo Ferdinando Carotenuto. Santuario della Madonna dell'Olmo

Il Santuario della Madonna dell'Olmo si trova sulle pendici del monte Santa Croce, il colle che sovrasta il paese di Fabiano, sul lato occidentale dell'ampio Golfo delLa Spezia, a circa 280 m sul livello del mare.L'inizio del culto verso l'immagine della Madonna dell'Olmo risale al 1690 circa, quando un'effigie della Vergine con il Bambino, dipinta su una lastra d'ardesia, era collocata su un muro a secco lungo la via: qui i viandanti sostavano per la preghiera.

Del quadro (cm 47 × cm 63) non si conoscono né l'autore, né l'epoca d'origine, che, tuttavia, può collocarsi intorno alla suddetta data d'inizio della pubblica venerazione: esso raffigura la Madonna che tiene in braccio il bambino Gesù; alla sua destra vi è san Giuseppe e alla sinistra, un altro santo che fu identificato, originariamente, in San Giovanni; più tardi si pensò a sant'Antonio da Padova o a san Tommaso d'Aquino.La più recente tradizione parrocchiale, infine, ha potuto identificarlo in san Nicola da Tolentino, a causa dei segni iconografici con i quali egli è rappresentato, ovvero la stella sul petto ed il giglio sulla mano sinistra.

In origine, e poi per molto tempo, la Madonna venerata in quest'effigie, non era conosciuta come "Madonna dell'Olmo", bensì con il titolo di "Madonna del Monte", perché il luogo ove era posta si trova sul Monte Santa Croce, o anche "Madonna della Costa", da allora nome della località.Il titolo dell'Olmo si affermò in epoca molto tarda, quando già esisteva la primitiva Chiesa: esso derivò, secondo le testimonianze dei parroci di allora, da una grossa pianta d'olmo, che si trovava nel piazzale del tempio.

Il 6 giugno 1659, con un atto notarile, il sindaco A. Carassale e alcuni agenti della corte di Fabiano, si impegnarono, in nome della popolazione, a costruire una chiesa in onore della Beata Vergine Maria; la costruzione della chiesa durò otto anni.Per oltre centosettanta anni il numero dei pellegrini andava progressivamente crescendo, sicché le dimensioni dell'oratorio si rivelarono insufficienti.

Fu così che, il 1º giugno 1838, in una storica riunione, tutti i capifamiglia della parrocchia, convocati dal parroco Don Battista Borachia e dal presidente della Fabbriceria, il conte Gerolamo Federici, all'unanimità presero la decisione di costruire una chiesa più grande e più bella, un santuario, appunto, anche per riconoscenza alla Madonna, per la sua intercessione nell'epidemia del 1817.

La Chiesa è stata, specialmente nel dopoguerra, ma anche tuttora, oggetto di culto e di venerazione.La seconda domenica di maggio, i devoti della Madonna del'Olmo, sono soliti effettuare un pellegrinaggio.Un tempo la salita era percorsa a piedi, partendo dalla località dei Buggi o da Fabiano Basso e percorrendo un viottolo in salita, fino ad arrivare al Santuario.Oggi il percorso si abbrevia arrivando ad oltre la metà del cammino, salendo per la Strada Litoranea sino nei pressi della chiesa di Fabiano Alto, là dove la strada incrocia l'antico sentiero.Ed era, ed è tuttora, una fila ininterrotta di fedeli che pregando, spesso in ginocchio, sale l'erta del Monte Santa Croce per raggiungere dopo non poca fatica la spianata della Chiesa.E risulta che i miracoli non sono stati pochi. Sant'Andrea a Fabiano Alto

La Chiesa di Sant'Andrea è stata definita "un contenitore modesto" perché, in effetti, la struttura esterna non è certamente di pregio. Ma è l'interno che compensa questa "modestia". C'era un tempo una Madonna col Bambino del Trecento, in marmo, oggi trasferita al Museo Diocesano. Ma nella Chiesa si trovano almento tre dipinti, due su tela ed uno su ardesia degni di nota.Recentemente è stata restaurata una tela di Sant'Elena di cui si ignora come sia arrivata nella Chiesa.Comunque misura 155 × 115 centimetri, tela assai rada, cornice antica dorata a foglia, attribuibile a Francesco Guarino, (1611, 1654), considerato uno dei protagonisti della scuola napoletana del secolo XVII. Infine la Chiesa di Sant'Andrea è da ricordare perché vi viene ricoverata la Statua della Madonna dell'Olmo che viene portata, la seconda domenica di maggio, in pellegrinaggio al vicino Santuario della Madonna dell'Olmo, che si raggiunge con un'arrampicata lungo un sentiero a scale sul Monte Santa Croce. Santo Stefano protomartire di Marinasco

La chiesa di Santo Stefano di Marinasco è una delle antiche pievi del Golfo. Essa, infatti, risale agli anni intorno al 950 d.C. e, nel corso dei secoli ha subito le conseguenze di molti dissesti geologici che la fanno apparire oggi quasi rimasta incompiuta. basti pensare, a tal proposito, che è il campanile, edificato tra il 1780 e il 1784 che sorregge la struttura. La facciata esterna è caratterizzata dall'uso della pietra arenaria e di frammenti marmorei. All'interno le navate terminano con tre absidi. Una di esse, la più profonda è segnata da una volta a ogiva con coste poggianti su mensole disposte a schema geometrico e raffiguranti animali deformi.La Chiesa ospita, inoltre un Madonna col Bambino, opera trecentesca che si trovava sulla facciata ormai distrutta. Architetture civili Palazzi

Tra i palazzi più importanti della città sono:

  • l'ex albergo Croce di Malta, un edificio costruito nel 1875 che ospitò per molti anni la famiglia reale dei Savoia
  • Palazzo Boletto (V.Bacigalupi, 1927 - 1933)
  • Palazzo Castagnola, già residenza dei Marchesi Castagnola
  • Palazzo De Nobili, già residenza cittadina dei Marchesi De Nobili
  • Villa De Nobili, si trova sulle alture della città con annesso Mausoleo di famiglia
  • Palazzo Federici, già residenza dei Conti Federici
  • Palazzo Oldoini, già residenza dei Marchesi Oldoini
  • Palazzo Biassa, già residenza della potente famiglia dei Biassa
  • Palazzo Massa, antica residenza dei Duchi di Massa
  • Palazzo Doria, già residenza della famiglia Doria Pamphili
  • Palazzo della Veleria, (1866 - 1870) si trova all'interno dell'Arsenale Marittimo
  • Palazzo Crozza, già abitazione dei Marchesi Crozza, oggi sede della Biblioteca Civica "Ubaldo Mazzini"
  • Palazzo Comunale (F.Oliva, 1933)
  • Palazzo Contesso
  • Palazzo degli Studi (A.Titta, 1923)
  • Palazzo della Fondega (V.Bacigalupi, 1906 - 1914)
  • Palazzo delle Poste (A.Mazzoni, 1933)
  • Palazzo del Governo (F.Oliva, 1928)
  • Palazzo di Giustizia (I.Gardella, 1994)
  • Palazzo del Ghiaccio (F.Oliva, 1923)
  • Palazzo Giachino (V.Bacigalupi, 1912)
  • Palazzo Maggiani
  • Palazzo San Giorgio (R.Bibbiani, 1927)
  • Pensione Orioli (M.Costa, 1935)
  • Palazzo Vivaldi
  • Villa Marmori (F.Oliva, 1923)

Teatri

  • Teatro Civico

Il Teatro Civico venne inaugurato nel 1846 come primo teatro appositamente edificato a tale scopo nella città. Il progetto venne redatto dall'architetto ticinese Ippolito Cremona, interprete del neoclassicismo genovese. Dopo alcune modifiche apportate alla fine del secolo, il teatro, ormai inadatto alle esigenze di una città in continua crescita, venne abbattuto per essere sostituito da un nuovo edificio teatrale rispondente alle nuove necessità. Il nuovo progetto fu affidato all'architetto Franco Oliva, mentre lo scultore Augusto Magli fu incaricato dell'apparato decorativo. I lavori del nuovo teatro vennero terminati nel 1933.

  • Musei

Il Museo del Castello di San Giorgio – Museo Civico Archeologico "U. Formentini" ha sede nel Castello San Giorgio ; il Museo raccoglie numerosi reperti provenienti dall'intera Lunigiana, essendo stata la città delLa Spezia per lungo tempo l'unica sede museale dell'intera zona. Il museo rappresenta una tappa indispensabile per conoscere la frequentazione e l'uso del territorio lunigianese a partire dalla preistoria per giungere all'età medievale. Inoltre il castello, splendidamente restaurato da pochi anni, risulta essere il monumento più rappresentativo delle vicende storiche della città delLa Spezia.

Il Museo Civico "Amedeo Lia" è stato istituito nel 1995 e inaugurato nel dicembre 1996, grazie all'importante donazione di opere d'arte di Amedeo Lia e della sua famiglia. La raccolta comprende dipinti e miniature italiane e straniere databili dal XIII al XVIII secolo, oltre a sculture e oggetti antichi, medievali e moderni.

La Palazzina delle Arti e Museo del Sigillo: analogamente al Museo Lia, sono nati nel 2000 a seguito della donazione da parte dei coniugi Lilian ed Euro Cappellini della più completa collezione sfragistica che mai sia stata riunita.

Il Museo Civico Etnografico "G. Podenzana" ha un percorso espositivo che offre un'esauriente sintesi della cultura popolare lunigianense dell'Ottocento e del primo Novecento evidenziando gli aspetti più caratteristici di una società e di un territorio dall'originaria struttura di matrice feudale.
   Il Museo Diocesano è nella centralissima via del Prione, in un edificio che per lungo tempo è stato sede della Pubblica Assistenza cittadina, la cui facciata ottocentesca nasconde l'oratorio sconsacrato di San Bernardino, in prossimità del luogo in cui nelle mura medievali sorgeva l'antica Porta Genova.
   Il Centro d'Arte Moderna e Contemporanea (CAMeC) è stato inaugurato nel 2004 ed ospita un'importante raccolta civica delle opere raccolte nelle varie edizioni del "Premio del Golfo", di quelle donate dalle collezioni Bartolini e Cozzani, oltre a quelle pervenute dalle varie manifestazioni espositive.
   Il Museo Tecnico Navale, ubicato nell'attuale sede accanto all'ingresso principale dell'Arsenale Militare a partire dal 1958, ha una storia centenaria; esso è stato istituito con l'intento di mantenere vivo il culto e le tradizioni della marineria militare italiana. L'esposizione annovera più di 150 modelli di navi ed imbarcazioni, circa 2500 medaglie, 6500 cimeli e 2000 documenti, oltre a 5000 volumi tecnici e storici.
   Il Museo Nazionale dei Trasporti, fondato nel 1986, espone diverse locomotive e alcuni carri ferroviari e vetture tranviarie.
   Il Museo dello Sport, inaugurato nel 2010, ha sede fissa presso il Palazzetto dello Sport Comunale "Gianfranco Mariotti" ed è frutto dell'impegno decennale dell'omonima associazione che ha raccolto e catalogato documenti, cimeli e materiali relativi agli eventi e alle attività sportive svoltesi nel tempo a livello locale e nazionale e che hanno visto il coinvolgimento di atleti delLa Spezia e Provincia.

Architetture militari

La più antica costruzione militare della città, in posizione collinare, è il Castello San Giorgio, la cui prima fase costruttiva è antecedente al XIII secolo. La Repubblica genovese costruì inoltre varie altre fortificazioni nel golfo a difesa dalle incursioni mussulmane.

L'antropizzazione dell'area del golfo delLa Spezia è quindi stata da sempre correlata alla funzione militare della zona. Su questo presupposto, il presidio cittadino non poteva certamente essere da meno, tant'è che nel tessuto cittadino, dal XIX secolo, è presente l'Arsenale Militare Marittimo, una delle più importanti e antiche basi della Marina Militare Italiana. Cucina

Il pregiato olio extravergine d'oliva delLa Spezia e il pepe nero sono alla base delle maggiori ricette della gastronomia spezzina, come ad esempio la tipicissima mescciüa, una zuppa di legumi e cereali.

La focaccia, la farinata di ceci, gli sgabei, i fiori di zucca ripieni e le torte di verdura sono tutte ricette tipiche della cucina ligure in generale e della gastronomia delLa Spezia in particolare.

La Spezia è nota inoltre per il suo mercato ittico in cui, tutte le mattine, è presente il pescato fresco delle acque locali, tra cui, immancabili, i muscoli e gli altri frutti di mare.

Il territorio del comune capoluogo è legato alla produzione del vino doc Colli di Luni e del doc Cinque Terre; le uve di Tramonti (frazione di Biassa), fino al momento della crisi provocata dalla filossera (1929), erano le più rinomate del territorio provinciale.

La frazione di Campiglia è rinomata per la produzione dello zafferano.

Della frazione di Pitelli famosi sono i ravioli di carne, patate ed erbette.

Ma una delle migliori specialità è costituita senza dubbio dai "muscoli" (le cozze) ripieni: la mitilicoltura, importata in città con l'arrivo delle maestranze meridionali impegnate nella costruzione dell'arsenale militare, ha avuto, fino a pochi decenni fa, gli allevamenti nei quartieri di Fossamastra e Canaletto. A seguito dell'epidemia di colera di Napoli e solo a scopo precauzionale gli allevamenti furono trasferiti a ridosso della diga foranea.





CENNI STORICI

La struttura attuale della città è riconducibile alla sua vocazione militare già individuata durante l’epoca napoleonica. Nonostante le costruzioni ottocentesche necessarie per trasformare La Spezia in piazzaforte marittima abbiano comportato la rimozione di testimonianze dell’antico passato, alcune di esse sono ancora visibili nel tessuto cittadino. Ben poco rimane però del più antico periodo storico di insediamento in questa parte del Golfo, con segni di presenza umana già dalla preistoria e poi dall’età del ferro. Le testimonianze maggiori risalgono ad epoca romana, quando nacquero nel Golfo nuovi insediamenti, tra cui le Ville del Muggiano ad est e quella del Varignano ad ovest. Un insediamento in località San Vito venne invece scoperto durante i lavori di costruzione dell’Arsenale. Corredi, oggetti d’uso e altri reperti sono visibili nel Civico Museo Archeologico, ospitato nel Castello di San Giorgio, nell’area dell’originario insediamento cittadino, insieme alle testimonianze dell’antica civiltà della Lunigiana. Alla fine dell’Impero Romano la zona del Golfo con i suoi insediamenti rimane ai Bizantini che proprio in quest’area incardinano il loro limes, linea fortificata da vari castelli con funzione di difesa e protezione della via del Passo della Cisa verso la Pianura Padana e della Tuscia (odierna Toscana), che percorre tutta la Lunigiana storica e parte della Riviera. Di quest’epoca rimangono testimonianze nel primo impianto della Pieve di San Venerio. Nell’alto medioevo inizia a formarsi il potere religioso ma anche territoriale dei Vescovi-Conti di Luni, tra i maggiori feudatari e quelli con più autorità. Non da meno è il monastero di San Venerio sull’Isola del Tino, che giunge a controllare un vasto territorio sulla terraferma. Tra queste due potenze si inseriscono i feudatari locali di nomina regia tra cui alcune famiglie nobili: quelle dei Vezzano, dei Passano, dei Lavagna. La Spezia intorno al Mille è ancora un piccolo borgo sotto la sovranità del castello di Vesigna, appartenente alla corte vescovile di Vezzano. Si afferma il centro di Carpena, all’interno del Golfo, mentre Porto Venere è in piena ascesa, dopo l’arrivo di Genova all’inizio del XII secolo. Nel secolo successivo cresce la potenza di Genova anche con l’acquisto di Lerici, sul lato opposto del Golfo. Ma nonostante questa presenza La Spezia è coinvolta nel tentativo della potente famiglia nobiliare dei Fieschi di crearsi uno stato feudale nella Riviera di Levante. L’ancor piccolo ed oscuro borgo sale così alla ribalta della storia quando lo stato dei Fieschi, fattosi troppo potente, viene invaso dai genovesi e ricondotto alla loro sovranità diretta nel 1276. Già nel 1273 La Spezia entra nella podesteria di Carpena, nel quadro del nuovo ordinamento delle terre del dominio di Genova. Questo periodo è contrassegnato dall’espandersi dell’economia del borgo, terminale di numerosi percorsi dell’economia del tempo, semplice ma ricca di prodotti del suolo, come i rinomati vini, l’olio pregiato e soprattutto il sale, generi tutti richiesti da un entroterra che già configura quello dei secoli futuri, proiettato oltre la Lunigiana storica verso la Pianura Padana. Con lo sviluppo arriva l’autonomia amministrativa, quando Specia nel 1343 diventa anch’essa sede di podesteria; si crea un rapporto di rivalità con Carpena maldisposta a perdere il controllo di un’area dalle ricche potenzialità, scontro che porterà Carpena all’aperta ribellione e nel 1411 alla distruzione del suo castello da parte dei genovesi. Il borgo si cinge di mura e inizia un’epoca di prosperità grazie anche alla lavorazione e spedizione del sale, estratto con semplici ma efficaci saline dal Golfo e dalla Riviera, che crea un ricco commercio lungo le cosiddette vie del sale, dove carovane di muli risalgono le valli di Vara e Magra portando all’interno il prezioso alimento. Testimonianza di tale prosperità è appunto il primo tracciato delle mura che cingono il borgo, insieme con la ristrutturazione nel 1371 della principale emergenza cittadina, quel Castello di San Giorgio che nei secoli seguirà lo sviluppo urbano; nella stessa data La Spezia diventa sede del Vicariato della Riviera di Levante avendo giurisdizione su un territorio prossimo a quello dell’attuale provincia; gli Statuti cittadini del 1407 sono volti a dare un’organizzazione a una realtà sempre più complessa, ricca di fermenti e di iniziative. Così è per il periodo tra XV e XVI secolo. Successivamente la rigida politica protezionistica di Genova, sempre più orientata alle grandi operazioni finanziarie, lascia deprimere i commerci. Uno sviluppo fatale per la successiva ripresa si ha solo con l’arrivo delle armate di Napoleone. Viene avviato un ambizioso piano di lavori pubblici che toglieranno il borgo dal suo isolamento, quali i tracciati delle strade carrozzabili che in futuro costituiranno la Via Aurelia, quella della Cisa e per Porto Venere. Lo stesso Imperatore in persona considera il Golfo sede ideale di una piazzaforte navale. Ma il destino militare appare ancora lontano a un centro che, sia pure ancora di piccole dimensioni, viene colto da un gran fervore di iniziative, sullo sfondo delle idee “francesi” si sviluppa una borghesia attiva e illuminata. Non si può dimenticare quel periodo a metà del XIX secolo, quando La Spezia diventa un punto nodale della nuova moda dei soggiorni marini, accogliendo personalità di grande prestigio, tra cui l’intera corte dei Savoia, nuovi regnanti dal 1815. Fino all’avvento di Cavour che vuole dotare il Regno di un porto militare efficiente, in sostituzione dei vecchi impianti di Genova, non più adatti allo sviluppo della marineria militare. Sotto la sua accorta regia, con l’opera infaticabile del maggiore del Genio Domenico Chiodo, nel 1857 viene approvato il trasferimento dell’Arsenale da Genova alla Spezia. Un progetto grandioso che porta nel giro di pochi anni a moltiplicare la sua popolazione. Si richiede così la costruzione di nuovi quartieri che vanno ad occupare lo spazio lasciato libero ad ovest tra l’Arsenale e le colline, e inizia anche lo sviluppo, tuttora in corso, ad oriente. Attratto dalle commesse belliche si forma anche, nella parte nord-orientale del Golfo, un nucleo di industria militare in rapida espansione, che, con continui ridimensionamenti, continua ad operare tutt’oggi. Ad inizio novecento la città, grazie alla sua borghesia in ascesa e aperta ai nuovi fermenti artistici, si arricchisce di architetture liberty ancor oggi visibili e diventa luogo simbolo per gli artisti futuristi: il Premio del Golfo voluto da Filippo Tommaso Marinetti nel 1933 è ancora attivo all’interno di quel Museo di Arte Contemporanea (il CAMeC) da lui auspicato; mentre Ettore Cozzani editava la rivista “L’Eroica”. Per le sue caratteristiche di piazzaforte militare La Spezia dovette subire gravi danni per i bombardamenti della seconda guerra mondiale, che hanno lasciato la città semidistrutta anche nel suo tessuto edilizio più antico. La città venne poi coinvolta nella crisi delle industrie pesanti a partecipazione statale e dei cantieri di demolizione navale, cercando una nuova strada nei servizi di eccellenza alla nautica e nel terziario, riaprendosi inoltre al turismo, con la formazione del Sistema Museale e con lo sviluppo di attività ricettive; non ultima occasione, l’arrivo delle navi da crociera, per cercare un nuovo sviluppo anche compatibile con la bellezza del Golfo.


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