PAOLO MANTEGAZZA

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'''Paolo Mantegazza''', insigne antropologo e naturalista, visse a lungo a San Terenzo (morì nel 1910 a Villa Serenella) incantato dalla bellezza del borgo che paragonava a “un nido nascosto tra due oceani azzurri, quello del cielo e quello del mare”. Proseguendo sul Lungomare si giunge a villa Magni, residenza dall’aprile al settembre  del 1822 di P. Shelley e sua moglie Mary. Le parole usate da Mary Shelley per descrivere la sua residenza evocano  immagini e atmosfere che ancor oggi, soprattutto alla sera, quando i clamori del giorno si affievoliscono, sono presenti nel paesaggio lirico del nostro golfo ”… il paesaggio che ci circondava era di una indescrivibile bellezza. L’azzurra distesa del mare, la baia incorniciata dalle sponde chiusa a oriente dal vicino Castello di Lerici, dalla lontana Portovenere a occidente in distanza le varie forme delle rocce a precipizio delimitavano la spiaggia… e il mare senza maree che non lasciava né sabbia né ciottoli. Tutto appariva come in un quadro di Salvator Rosa.
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'''Paolo Mantegazza''' (Monza 1831- [[:Categoria:SAN TERENZO|San Terenzo]] 1910). Laureato in Medicina a Pavia, nel 1855 parte per l'Argentina e resterà in Sud America per alcuni anni, scoprendo la propria vocazione all'antropologia e all'etnologia. Tornato in Italia insegna alcuni anni Patologia generale all'Università di Pavia, finché nel 1869 viene chiamato a ricoprire la prima cattedra italiana di Antropologia e Etnologia a Firenze. Qui fonda la Società Italiana di Antropologia, Etnologia e Psicologia Comparata, e il Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia. Introduce in Italia le teorie di C.Darwin, e sostiene l'importanza della fotografia nella ricerca scientifica, diventando primo Presidente della Società Fotografica Italiana, fondata a Firenze nel 1889. Innumerevoli le sue opere scientifiche, e altrettanto quelle di divulgazione scientifica: egli ritiene che lo scienziato abbia l'imperativo etico di emancipare il popolo attraverso la diffusione della conoscenza. Quell'impegno caratterizza tutta la sua attività scientifica e politica: eletto Deputato nel Collegio di Monza dal 1865 al 1876, viene successivamente nominato Senatore del Regno, e non cessa mai di lottare per il “progresso dell'umanità”. Uomo libero, lo resterà fino alla morte, degno erede della madre Laura Solera, con la quale aveva – giovane adolescente - partecipato alle Cinque Giornate di Milano, entrando anche in contatto con Carlo Cattaneo. Due figure che avranno un'influenza decisiva sulla vita di '''Mantegazza''': Laura, che dedicò la vita ad assistere l'infanzia ed a promuovere l'emancipazione della donna – creando scuole per le operaie e per le donne del popolo; Cattaneo, la cui teoria sulla “Psicologia delle menti associate” verrà in qualche modo “riformulata”, da lui, nell'elaborazione di una antropologia intesa come “scienza unitaria dell'uomo”.
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La passeggiata recentemente completata, permette di raggiungere in assoluta sicurezza il capoluogo Lerici, godendo di uno splendido panorama tra il mare e il parco di Villa Marigola, le colline di ulivi e gli stabilimenti balneari. A Lerici la bella piazza Garibaldi, restituita a nuovo splendore dall’amministrazione comunale, è il fulcro del borgo. Dalla piazza, delimitata da una “palazzata” settecentesca, si diramano i “carruggi”, dove si aprono negozi e ristoranti. Dopo aver superato il porticciolo, l’ultimo tratto della passeggiata porta al Castello dalla cui terrazza si possono ammirare le deliziose insenature di Maralunga, di Maramozza e la Baia di Fiascherino raggiungibili con la strada che si dipana da Piazza Garibaldi. Proseguendo si raggiunge l’incantevole borgo di Tellaro oppure si può visitare la Serra, paese dai tipici caratteri liguri, il monte Rocchetta, il parco di Montemarcello e  Solaro adagiato su una collina di ulivi balcone affacciato sul mare. Tutti ambienti naturali di straordinaria bellezza che fanno sorgere in chi li visita il desiderio di un soggiorno più o meno lungo che consenta di scoprire i tesori grandi e piccoli del Golfo dei Poeti descritto da Charles De Montesquie come “una delle cose più stupende che ci sia in Italia”.
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Versione attuale delle 11:38, 14 feb 2012

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Paolo Mantegazza (Monza 1831- San Terenzo 1910). Laureato in Medicina a Pavia, nel 1855 parte per l'Argentina e resterà in Sud America per alcuni anni, scoprendo la propria vocazione all'antropologia e all'etnologia. Tornato in Italia insegna alcuni anni Patologia generale all'Università di Pavia, finché nel 1869 viene chiamato a ricoprire la prima cattedra italiana di Antropologia e Etnologia a Firenze. Qui fonda la Società Italiana di Antropologia, Etnologia e Psicologia Comparata, e il Museo Nazionale di Antropologia ed Etnologia. Introduce in Italia le teorie di C.Darwin, e sostiene l'importanza della fotografia nella ricerca scientifica, diventando primo Presidente della Società Fotografica Italiana, fondata a Firenze nel 1889. Innumerevoli le sue opere scientifiche, e altrettanto quelle di divulgazione scientifica: egli ritiene che lo scienziato abbia l'imperativo etico di emancipare il popolo attraverso la diffusione della conoscenza. Quell'impegno caratterizza tutta la sua attività scientifica e politica: eletto Deputato nel Collegio di Monza dal 1865 al 1876, viene successivamente nominato Senatore del Regno, e non cessa mai di lottare per il “progresso dell'umanità”. Uomo libero, lo resterà fino alla morte, degno erede della madre Laura Solera, con la quale aveva – giovane adolescente - partecipato alle Cinque Giornate di Milano, entrando anche in contatto con Carlo Cattaneo. Due figure che avranno un'influenza decisiva sulla vita di Mantegazza: Laura, che dedicò la vita ad assistere l'infanzia ed a promuovere l'emancipazione della donna – creando scuole per le operaie e per le donne del popolo; Cattaneo, la cui teoria sulla “Psicologia delle menti associate” verrà in qualche modo “riformulata”, da lui, nell'elaborazione di una antropologia intesa come “scienza unitaria dell'uomo”.

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