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FonemaDescrizioneEsempio
ǝ mutola, vocale semimuta (come la e muta francese in devoir), suono tipico, tra l'altro, della Lunigiana e dell'Emilia Romagna bö, növu
ö o velare tonica in dialetti di tipo genovese (Cinque Terre, Val di Vara, ma anche a Biassa, dove però presenta un grado d'apertura diverso (più aperto) rispetto al corrispondente fonema genovese). Il fonema spezzino corrispondente è è bö, növu.
ö velare atona (quando compare nella parola una ö velare atona la sillaba tonica è comunque accentata) röcià
u atona
u tonica chiusa nelle parole parossitone (o piane, cioè con accento tonico sulla penultima sillaba)
u tonica chiusa nelle parole ossitone (o tronche, cioè con accento sull'ultima) terminanti in n. Si pronunzia come la u dell'italiano "lume". purtà, mundu, bun.
ù
  • tonica chiusa nelle parole proparossitone (o sdrucciole, cioè accentate sulla terzultima sillaba)
  • u tonica chiusa nelle parole ossitone (o tronche, cioè accentate sull'ultima) terminanti in vocale (di rara occorrenza, essendovi al suo posto ü);
  • u tonica chiusa in qualsiasi sede quando è presente nella parola una u atona (di rara occorrenza, essendovi al suo posto ü).
cùntemelo
chj suono tipico della c velare in Lunigiana (la c.d. schiacciata mediopalatale o esplosiva - nei testi in genere trascritta col grafema k̋) omologo di ghj. chjamar
ď suono cacuminale della d, tipico della Garfagnana e di parti della Lunigiana.
g-/gi suoni palatali dei pronomi, pronunciati assieme alla parola seguente, nelle aree dialettali di tipo geneovese o lunigiano. ig-è, igi-han.
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