UGO MUCCINI

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Ugo Muccini, di Arcola, divenne un importante esponente dell’antifascismo clandestino proprio negli anni del maggior consenso interno da parte del regime di Mussolini.
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Nel 1933, a ventitre anni, è dirigente di zona della federazione giovanile del Partito comunista d’Italia e negli anni seguenti assume un ruolo di sempre maggior rilievo nel partito.
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'''Ugo Muccini''', di [[:Categoria:ARCOLA|Arcola]], divenne un importante esponente dell’antifascismo clandestino proprio negli anni del maggior consenso interno da parte del regime di Mussolini. Nel 1933, a ventitre anni, è dirigente di zona della federazione giovanile del Partito comunista d’Italia e negli anni seguenti assume un ruolo di sempre maggior rilievo nel partito. Nel 1935, individuato dall’OVRA, cioè la polizia politica della milizia fascista, '''Muccini''' si rifugia all’Olmo di [[:Categoria:SARZANA|Sarzana]] presso [[DARIO MONTARESE|Dario Montarese]] futuro commissario politico della brigata partigiana che avrebbe portato il suo nome. Per alcuni mesi rimane nascosto, sostenuto e mantenuto dai compagni sarzanesi. All'inizio del 1936, insieme a Bruno Rolla, riesce ad espatriare clandestinamente in Jugoslavia in modo assai avventuroso. Attraverso l’Austria e la Svizzera raggiungono poi la Francia, punto di ritrovo di gran parte degli antifascisti italiani in esilio. Nell’estate di quell’anno scoppia la guerra civile in Spagna, e molti antifascisti italiani si arruolano nelle “Brigate internazionali” per combattere a sostegno delle forze repubblicane. Tra loro c’è, tra i primi, Ugo Muccini, che si arruola il 2 settembre 1936. In tal modo rinuncia a recarsi in Unione Sovietica, dove il partito lo aveva destinato come accadeva ai dirigenti destinati ad assumere un ruolo importante nelle future vicende italiane. L’esperienza di guerra in Spagna durò circa due anni, sino al 13 settembre 1938. Quel giorno, quando le sorti della guerra pendono ormai in modo nettamente favorevole al generalissimo Franco, '''Ugo Muccini''' trova la morte in un combattimento nei pressi del fiume Ebro. Circondata giustamente da un alone di eroismo, la memoria di Muccini diventa così un punto di riferimento importante per l’antifascismo comunista di tutta la provincia della Spezia e, a partire dal 1943, del movimento partigiano. Non è dunque un caso che il 19 settembre 1944, in una riunione avvenuta nel bosco di Faeta, sopra [[:Categoria:FALCINELLO|Falcinello]], i diversi distaccamenti partigiani della [[:Categoria:VAL DI MAGRA|Val di Magra]], ormai maturi per costituire una vera e propria brigata, decisero di dare alla nuova formazione il nome di [[BRIGATA PARTIGIANA UGO MUCCINI|“Brigata partigiana ‘Ugo Muccini”]]: quel nome è destinato a restare nella storia della Resistenza italiana. Tra i capi della brigata c’erano del resto lo stesso [[DARIO MONTARESE|Dario Montarese]] e tanti compagni di Muccini nella lotta clandestina degli anni Trenta. Nel dopo guerra, a '''Ugo Muccini''' verrà conferita la medaglia d’oro alla memoria per la guerra di Spagna. Alla [[BRIGATA PARTIGIANA UGO MUCCINI|brigata partigiana]] che portò il suo nome è stata invece intitolata l’importante strada di accesso a [[:Categoria:SARZANA|Sarzana]] dall’autostrada, un tempo via Genova, oggi [[VIA BRIGATA PARTIGIANA UGO MAZZINI|via “Brigata partigiana 'Ugo Muccini'”]].
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Nel 1935, individuato dall’OVRA, cioè la polizia politica della milizia fascista, Muccini si rifugia all’Olmo di Sarzana presso Dario Montarese futuro commissario politico della brigata partigiana che avrebbe portato il suo nome.
 
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Per alcuni mesi rimane nascosto, sostenuto e mantenuto dai compagni sarzanesi.
 
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All'inizio del 1936, insieme a Bruno Rolla, riesce ad espatriare clandestinamente in Jugoslavia in modo assai avventuroso.
 
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Attraverso l’Austria e la Svizzera raggiungono poi la Francia, punto di ritrovo di gran parte degli antifascisti italiani in esilio.
 
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Nell’estate di quell’anno scoppia la guerra civile in Spagna, e molti antifascisti italiani si arruolano nelle “Brigate internazionali” per combattere a sostegno delle forze repubblicane.
 
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Tra loro c’è, tra i primi, Ugo Muccini, che si arruola il 2 settembre 1936. In tal modo rinuncia a recarsi in Unione Sovietica, dove il partito lo aveva destinato come accadeva ai dirigenti destinati ad assumere un ruolo importante nelle future vicende italiane.
 
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L’esperienza di guerra in Spagna durò circa due anni, sino al 13 settembre 1938.
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[[Categoria:ARCOLA]]
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Quel giorno, quando le sorti della guerra pendono ormai in modo nettamente favorevole al generalissimo Franco, Ugo Muccini trova la morte in un combattimento nei pressi del fiume Ebro.
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[[Categoria:PERSONAGGI ILLUSTRI]]
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Circondata giustamente da un alone di eroismo, la memoria di Muccini diventa così un punto di riferimento importante per l’antifascismo comunista di tutta la provincia della Spezia e, a partire dal 1943, del movimento partigiano.
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[[Categoria:CITTA' DELLA SPEZIA]]
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[[Categoria:EROI DI GUERRA]]
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Non è dunque un caso che il 19 settembre 1944, in una riunione avvenuta nel bosco di Faeta, sopra Falcinello, i diversi distaccamenti partigiani della Val di Magra, ormai maturi per costituire una vera e propria brigata, decisero di dare alla nuova formazione il nome di “Brigata partigiana ‘Ugo Muccini”: quel nome è destinato a restare nella storia della Resistenza italiana.
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[[Categoria:STORIA MODERNA]]
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[[Categoria:SECONDA GUERRA MONDIALE]]
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Tra i capi della brigata c’erano del resto lo stesso Dario Montarese e tanti compagni di Muccini nella lotta clandestina degli anni Trenta.
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Nel dopo guerra, a Ugo Muccini verrà conferita la medaglia d’oro alla memoria per la guerra di Spagna.
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Alla brigata partigiana che portò il suo nome è stata invece intitolata l’importante strada di accesso a Sarzana dall’autostrada, un tempo via Genova, oggi via “Brigata partigiana 'Ugo Muccini'”.
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UGO MUCCINI 01.jpg

Ugo Muccini, di Arcola, divenne un importante esponente dell’antifascismo clandestino proprio negli anni del maggior consenso interno da parte del regime di Mussolini. Nel 1933, a ventitre anni, è dirigente di zona della federazione giovanile del Partito comunista d’Italia e negli anni seguenti assume un ruolo di sempre maggior rilievo nel partito. Nel 1935, individuato dall’OVRA, cioè la polizia politica della milizia fascista, Muccini si rifugia all’Olmo di Sarzana presso Dario Montarese futuro commissario politico della brigata partigiana che avrebbe portato il suo nome. Per alcuni mesi rimane nascosto, sostenuto e mantenuto dai compagni sarzanesi. All'inizio del 1936, insieme a Bruno Rolla, riesce ad espatriare clandestinamente in Jugoslavia in modo assai avventuroso. Attraverso l’Austria e la Svizzera raggiungono poi la Francia, punto di ritrovo di gran parte degli antifascisti italiani in esilio. Nell’estate di quell’anno scoppia la guerra civile in Spagna, e molti antifascisti italiani si arruolano nelle “Brigate internazionali” per combattere a sostegno delle forze repubblicane. Tra loro c’è, tra i primi, Ugo Muccini, che si arruola il 2 settembre 1936. In tal modo rinuncia a recarsi in Unione Sovietica, dove il partito lo aveva destinato come accadeva ai dirigenti destinati ad assumere un ruolo importante nelle future vicende italiane. L’esperienza di guerra in Spagna durò circa due anni, sino al 13 settembre 1938. Quel giorno, quando le sorti della guerra pendono ormai in modo nettamente favorevole al generalissimo Franco, Ugo Muccini trova la morte in un combattimento nei pressi del fiume Ebro. Circondata giustamente da un alone di eroismo, la memoria di Muccini diventa così un punto di riferimento importante per l’antifascismo comunista di tutta la provincia della Spezia e, a partire dal 1943, del movimento partigiano. Non è dunque un caso che il 19 settembre 1944, in una riunione avvenuta nel bosco di Faeta, sopra Falcinello, i diversi distaccamenti partigiani della Val di Magra, ormai maturi per costituire una vera e propria brigata, decisero di dare alla nuova formazione il nome di “Brigata partigiana ‘Ugo Muccini”: quel nome è destinato a restare nella storia della Resistenza italiana. Tra i capi della brigata c’erano del resto lo stesso Dario Montarese e tanti compagni di Muccini nella lotta clandestina degli anni Trenta. Nel dopo guerra, a Ugo Muccini verrà conferita la medaglia d’oro alla memoria per la guerra di Spagna. Alla brigata partigiana che portò il suo nome è stata invece intitolata l’importante strada di accesso a Sarzana dall’autostrada, un tempo via Genova, oggi via “Brigata partigiana 'Ugo Muccini'”.

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